Già dopo l’uscita del nuovo top-gamma Galaxy S4 , il produttore coreano  era stato accusato di falsificare i test benchmark per far credere agli utenti che i dispositivi fossero migliori più di quanto in realtà lo siano. Dopo le accuse per la falsa pubblicità Samsung aveva smentito tutto, ma pare che erano vere visto che il vizio di barare i test non è del tutto svanito.

Ma passiamo al Samsung Galaxy Note 3, perché è proprio qui che il produttore coreano si riconferma colpevole.  Infatti dopo vari test benchmark si è scoperto che lo smartphone setta la cpu alla massima potenza mantenendo tutti e 4 i core Snapdragon 800 attivi.

Questo da al dispositivo delle prestazioni eccezionali ma che non rispecchiano le reali performance dello smartphone. Samsung alle prime accuse, quelle che vedevano protagonista il Galaxy S4, per giustificarsi aveva dichiarato che l’aumento della potenza avveniva solo quando si usava un’app che richiedeva un maggiore dispendio energetico.

Ma questa giustificazione non sarà sicuramente valida per il Samsung Galaxy Note 3 visto che oltre ai test benchmark non c’erano altre app installate su di esso. Per il momento non ci resta che aspettare la prossima risposta di Samsung.

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