La guerra dei brevetti tra Samsung e Apple continua e regala ancora una risultato favorevole al colosso di Cupertino: il tribunale federale californiano di San José ha infatti riconfermato, nella tarda serata di ieri, la colpevolezza dell’azienda sudcoreana che è stata condannata a un risarcimento di altri 290 milioni di dollari.

La decisione riguarda la seconda parte del processo che è seguita alla prima sentenza emessa ormai un anno fa. Già in quella situazione le cose non erano andate benissimo per Samsung, costretta a un esborso di 1,05 miliardi di dollari, poi ridotti a 600 milioni per un errore nella stima totale dei danni dal giudice Lucy Koh.

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Una vittoria non completa per Apple che si aspettava in ogni caso un risarcimento extra di 390 milioni di dollari, ma il giudice ha preferito ridurre la cifra di 100 milioni. Sconfitta pesante invece per gli avvocati Samsung, disposti a mettere sul piatto “appena” 53 milioni di dollari.

A favorire la situazione di Apple pare sia stata la testimonianza di Phil Schiller, il quale ha spiegato che il primo iPhone è stato progettato come una sorta di ultima speranza per le sorti dell’azienda: il fallimento del progetto avrebbe messo in seri guai il colosso fondato da Steve Jobs. Ovviamente non è andata così e il giudice ha quindi riconosciuto alla mela morsicata l’effettiva importanza nel campo dell’innovazione portata dai touchscreen di iPhone e iPad e per questo si ravvisa nei primi Samsung Galaxy una evidente violazione dei brevetti Apple.

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