L’Arte è in grado tramite le pitture, di creare delle immagini statiche congelando così degli attimi che da quel momento in poi diventeranno eterni e saranno comunque e sempre capaci di donare delle emozioni e  trasferire delle sensazioni. Ma che tipo di emozioni  e sensazioni potrebbero donare quelle stesse opere d’arte statiche, se fossero rese per la prima volta dinamiche? Questo probabilmente si è chiesto Rino Stefano Taglia Fierro, il regista del video “Beauty“, un vero e proprio Cortometraggio dove l’autore, sfruttando la computer grafica è riuscito ad animare in maniera a dir poco perfetta un centinaio di  opere d’arte classiche ed estremamente famose.

Vi lasciamo ad una descrizione dell’Opera scritta da Giuliano Corti e al cortometraggio a fondo pagina, buona visione!

Sulla bellezza da sempre aleggiano le nubi del destino e del tempo divoratore. La bellezza è cantata, raffigurata e descritta fin dall’antichità come l’attimo fuggente della felicità e della pienezza della vita inesauribile, fin dall’inizio destinata ad un epilogo tragico e salvifico.
In questa interpretazione di Rino Stefano Tagliafierro la bellezza è riportata alla forza espressiva di un gesto che egli scaturisce dall’immobilità del quadro, animando un sentimento sottraendolo alla fissità museale. Come se in quelle immagini che la storia dell’arte ci ha consegnato fosse congelato un movimento che l’oggi può rivitalizzare grazie al fuoco dell’inventiva digitale.
Una serie ben congegnata di immagini della più bella tradizione pittorica (dal rinascimento al simbolismo di fine ottocento, passando per il manierismo, il paesaggismo, il romanticismo e il neoclassicismo) sono accostate secondo un’intenzione che rintraccia il sentimento sotto il velo delle apparenze. Un’ispirazione che ci restituisce il senso di una caducità e della brevità esistenziale che l’autore interpreta con la dignità tragica di uno sguardo disincantato, capace di cogliere il senso profondo di un’immagine.
La bellezza in questa interpretazione è la compagna silenziosa della vita che inesorabilmente procede dal sorriso del bambino, attraverso l’estasi erotica, verso la smorfia di dolore che chiude un ciclo destinato a ripetersi all’infinito.
Significativi, da questo punto di vista, sono l’incipit di un’alba romantica nel cui cielo volano grossi uccelli neri e il finale del tramonto romantico con rovine gotiche che compie l’opera del tempo che fugge.

Giuliano Corti

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