Sebbene fosse nell’aria ormai da qualche mese, la notizia dell’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook ha indubbiamente sorpreso molti appassionati in rete, soprattutto per la cifra grazie alla quale si è giunti a un accordo: 16 (+3) miliardi di dollari. Ben sedici volte rispetto quanto la stessa Facebook aveva pagato Instagram ormai due anni fa. Una notizia che di fatto consolida il dominio assoluto dell’azienda di Mark Zuckerberg nel settore delle piattaforme sociali e che, per molti, apre scenari inquietanti per quello che rischia di diventare un vero e proprio monopolio (ovviamente usando un’iperbole!) a favore del servizio nato dieci anni fa. Ma quali motivazioni hanno spinto Facebook a un’operazione di tale portata?

Partiamo dal presupposto che obiettivo dichiarato di casa Zuckerberg è spiccatamente quello di connettere le persone di tutto il mondo: qualcosa che indubbiamente sta riuscendo con Facebook, il social network numero uno nel pianeta, la piattaforma che ha di fatto abituato gli utenti di internet a condividere tutto con tutti e che anche per questo attira le attenzioni di chi vede del marcio in tutto questo. Ma la fusione con WhatsApp rappresenta la naturale evoluzione di questo percorso: mettendo insieme le due società, abbiamo il dato impressionante di un miliardo di foto e 30 miliardi di messaggi inviati ogni giorno.

crescita whatsapp

Parliamo del resto di due realtà tanto simili, quanto differenti: se Facebook è uno strumento che è in grado attualmente di connettere insieme più di un miliardo di persone in tutto il mondo, WhatsApp ha generalmente sostituito i tradizionali SMS nella vita di molti individui. Proprio per questo, l’accordo conviene a entrambe: Facebook può ovviare alle evidenti mancanze del suo Messenger, mentre WhatsApp può adesso puntare a un pubblico ancora più vasto nonostante possa già vantare oltre 450 milioni di utenti attivi ogni mese.

In altre parole, Facebook ha deciso di non combattere WhatsApp così come aveva deciso di comprare e non lottare con Instagram. Quest’ultimo riesce a proporre un sistema di condivisione delle foto molto più user-friendly rispetto il noto social network, fu comprensibile quindi la mossa operata da Facebook per prendersi anche questa fetta. Oggi, Facebook è più di un semplice social network: è un vero e proprio gruppo in grado di offrire diversi servizi e coprire tutte le fasce demografiche contemporaneamente. E nel frattempo diversifica il modello di business, pur mantenendo intatte le caratteristiche delle sue acquisizioni. WhatsApp continuerà a richiedere un simbolico prezzo annuale inferiore al dollaro per allontanare lo spettro della pubblicità, per esempio.

dati whatsapp

Sono interessanti le parole pronunciate da Mark Zuckerberg nel corso di una conference call tenuta nelle scorse ore: “WhatsApp è l’unica applicazione che abbiamo mai visto in grado di mostrare un impegno superiore persino a Facebook stesso“. C’è ammirazione e al contempo la consapevolezza che Facebook Messenger non sarebbe mai stato in grado di battere WhatsApp. E allora l’impegno del social network è ancora più chiaro: connettere le persone di tutto il mondo, in qualsiasi modo, a qualunque costo. E se dovessero sorgere altri modi per farlo capaci di mettere in difficoltà Facebook, o offrire semplicemente qualcosa di più, meglio tenere un occhio (e il portafoglio) aperto. Vale il vecchio detto: se non puoi batterli, unisciti a loro per un intento comune. O, in questo caso, comprali.

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