Qualche settimana fa si era già parlato di Amazon Prime Music, un servizio di streaming musicale che il colosso dell’e-commerce dovrebbe presentare e lanciare nelle prossime settimane. Adesso, grazie a fonti vicine al Wall Street Journal, riusciamo ad avere le prime informazioni sulle funzionalità della piattaforma, che a quanto sembra limiteranno l’ascolto in playback per gli utenti in modo da spingere all’acquisto dei relativi file MP3.

Il problema, per Amazon, è quello di convincere le case discografiche: ancora non particolarmente sicure di concedere le proprie tracce anche al servizio Prime. Per questo, il colosso starebbe pensando a un innovativo sistema di licenze non basato sul modello attuale, che vede i possessori dei diritti riceve un piccolo quantitativo di denaro per ogni esecuzione di una traccia, piuttosto a un pool di cassa fisso dal quale essere compensati. Il fondo ammonterebbe a una cifra compresa tra i 20 e i 30 milioni di dollari, con la grossa parte riservata alle principali etichette e il resto alle case indipendenti.

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Amazon starebbe vagliando diverse ipotesi per il funzionamento del servizio musicale: tra queste, l’idea di porre un limite, non meglio quantificato al momento, per l’ascolto in playback delle relative tracce, così da spingere gli utenti all’acquisto delle canzoni preferite. Un modo che permetterebbe di far guadagnare non solo alle case discografiche, ma anche ad Amazon stessa. Una funzionalità che, si comprende, al contrario potrebbe non far felici i consumatori, per questo secondo i rumor sarebbero state proprio le etichette a spingere per qualcosa del genere, così da poter accettare più facilmente la proposta dell’azienda statunitense.

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