Google Wallet e Apple Pay, due mondi distinti con un importantissimo comun denominatore: la tecnologia NFC. Il chip NFC è infatti alla base di questo sistema di pagamento, senza il quale non potrebbero sussistere né Google Wallet, né il tanto chiacchierato Apple Pay. Curiosamente, da quando quest’ultimo è entrato in scena s’é constatato un aumento delle transazioni eseguite con Google Wallet. Una fonte anonima di Ars Technica ha riferito infatti che i pagamenti tramite Google Wallet sono cresciuti del 50% negli ultimi mesi, raddoppiando addirittura le adesioni dei nuovi utenti. Come probabilmente ricorderete, il servizio di pagamento creato da Google ha visto la luce nel 2011, ma non è riuscito a guadagnarsi l’adozione da parte della maggior parte degli utenti android. Paradossalmente sembrerebbe quindi che il lancio di Apple Pay abbia contribuito ad aumentare l’interesse dei consumatori verso i pagamenti contactless. D’altra parte, in quel di Cupertino, non possono che essere contenti per Apple Pay il quale ha fatto registrare più di un milione di attivazioni nelle prime 72 ore di disponibilità, arrivando a superare il suo concorrente più diretto da Mountain View e diventando il più grande sistema di pagamento contactless degli Stati Uniti.

Google Wallet

Apple Pay, ricordiamo, è stato lanciato durante il mese di ottobre con iOS 8.1 ed è attualmente valido e funzionante solo negli Stati Uniti d’America. Nonostante abbia esordito con un considerevole numero di partner, si è scoperto che funziona anche con alcuni terminali NFC non ufficiali, in quanto si basano sulla stessa tecnologia di base per l’autorizzazione dei pagamenti. Bisogna, inoltre, sottolineare una caratteristica importante di Apple Pay: il sistema di pagamento sviluppato da Apple funziona in concomitanza con il Touch ID, presente nei più recenti dispositivi mobile Apple, il quale permette di avere una sicurezza ed una comodità nell’autorizzare un pagamento ad oggi senza eguali. Apple inoltre ha stretto delle importanti collaborazioni con le banche in modo da tutelare maggiormente il consumatore, non memorizzando sul dispositivo o condividendo con i commercianti alcun dati sensibili dell’utente come il numero di carta di credito, et similia… 

E in Europa? Purtroppo noi europei non possiamo ancora usufruire di quest’innovativo sistema di pagamento e non si sa se e quando potremo mai servircene. Non ci resta che attendere ed aspettare fiduciosi.

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