Negli ultimi due anni, più precisamente dal 12 Gennaio 2012, le più grandi imprese del web hanno cominciato a darsi battaglia su un nuovo campo, ovvero quello dei domini di primo livello. A partire da questa data è stato liberalizzato il mercato dei domini di primo livello, in altre parole è stata data libertà di utilizzo dei domini di primo livello personalizzati come indirizzo per il proprio sito web.
Un indirizzo web, ovvero un dominio è costituito di norma da 3 parti divise da un punto: www, acronimo per World Wide Web e uguale per tutti gli indirizzi web, dominio di secondo livello, ciò che segue il www (nel caso del nostro sito, webtrek è il dominio di secondo livello) e il dominio di primo livello (detto anche TLD), ciò che si trova all’estrema destra dell’indirizzo (.it nel nostro caso). Se ci fosse un’altra parola ancora, allora questa sarebbe il dominio di terzo livello, e così via (nel nostro caso potrebbe ad esempio essere webtrek.tecnologia.it).

Per il dominio di secondo livello è possibile scegliere una qualunque parola che non sia già stata registrata in precedenza (in combinazione con il relativo TLD). Per TLD fino a poco tempo si poteva invece scegliere solamente tra un ristretto insieme di possibilità. I TLD si suddividevano infatti in domini di primo livello nazionali (.it, .de, .uk) e un limitato numero di TLD generici (.com, .org, .net). Successivamente, in seguito alla liberalizzazione dei domini di primo livello, è stato possibile richiedere all’ICANN (la societá no-profit che si interessa dell’assegnazione degli IP e della gestione dei domini) la propria estensione di dominio personalizzata.
Al momento in cui la richiesta viene accettata e il TLD diventa disponibile, diviene possibile richiederne l’assegnazione direttamente all’ICANN e diventare così Registration Authority. Come Registration Authority, si possiede la piena gestione dei diritti del TLD acquistato e la facoltà di rivendere a propria completa discrezione il dominio di secondo livello (per esempio, nel caso in cui una società si aggiudichi .drink, potrà poi vendere al miglior offerente il dominio cocacola.drink). Il criterio di assegnazione del TLD è first come, first served, e nel caso di richieste concorrenziali si procede a un’asta, al termine della quale il dominio viene concesso al miglior offerente.

Vista l’appetibilità del business in gioco, moltissime sono state le dispute tra i grandi del web per potersi aggiudicare i TLD più richiesti. Celebre è ad esempio il caso italiano che ha riguardato il TLD .pizza, che è stato paradossalmente assegnato dall’ICANN alla società americana Donuts. Tante sono state naturalmente le polemiche alimentate da questa decisione dell’ICANN, che accusano l’organizzazione di non aver tutelato gli interessi del nostro paese, il quale avrebbe avuto maggior interesse a sfruttare il dominio. Una situazione molto simile si sta creando anche intorno al TLD .wine e .vin. Anche in questa diatriba, sembrerebbe che la società Donuts si stia per aggiudicare il tanto ambito dominio. Il pericolo anche in questo caso è che possa essere venduto un dominio di secondo livello con l’estensione .wine seguendo il mero criterio dell’offerta più alta; ad esempio chianti.wine potrebbe essere venduto alla società che offre di più (che potrebbe anche non essere italiana), senza che vengano tutelati i consorzi del celebre vino rosso toscano. Un tipo di operazione del genere potrebbe generare confusione o addirittura favorire frodi commerciali. Per chi volesse approfondire la questione, rimandiamo all’articolo del Corriere Della Sera

Tralasciando polemiche e diatribe varie, la liberalizzazione dei TLD porterà a privati e aziende che vogliano aprire un sito tantissimi vantaggi. Sarà infatti possibile personalizzare al massimo l’indirizzo del proprio sito web, ottenendo ad esempio indirizzi più facili da ricordare per i visitatori o indirizzi che possano richiamare il tipo di business che si tratta. Per chi fosse interessato, molte delle nuove estensioni a disposizione dei privati sono già acquistabili o prenotabili su molte delle più famose società di web hosting. Per farsi un’idea dei nuovi domini disponibili, vale la pena dare un’occhiata alla pagina dedicata del sito del provider 1&1, che mette a disposizione più di 600 nuovi TLD divisi per categoria.

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