Sin da quando la console di nuova generazione di casa Microsoft venne annunciata nel Maggio del 2013, la politica DRM è stato un problema di non poca rilevanza. Il controverso piano da parte della casa di Redmond di uccidere piano piano il commercio e di conseguenza il mercato dei giochi usati attraverso l’uso di un sistema di licenze è stata una delle principali inversioni di marcia che la compagnia fece nei mesi immediatamente precedenti al lancio di Xbox One in tutti i continenti del mondo. Settimana scorsa abbiamo però assistito a una potenziale rinascita dei DRM. Si tratta nella fattispecie del caso di Far Cry 4, che come alcuni di voi ricorderanno è misteriosamente sparito per qualche ora dal marketplace di Xbox One, impedendo quindi di essere scaricato in totale libertà dall’utenza e di essere conseguentemente giocato.

Alcuni giocatori, dopo aver scaricato Far Cry 4, non riuscivano nell’intento di avviare il titolo, e questo ha in un qualche modo fatto pensare a una sorta di politica DRM messa in atto. Chiaramente, Microsoft ha prontamente risposto in merito, ribadendo che nel caso un utente acquisti qualcosa all’interno dello Store, è possibile scaricare nuovamente per un numero infinito di volte il prodotto, semplicemente consultando il proprio storico degli acquisti, anche nel caso in cui il gioco venga rimosso (per i motivi più disparati, il più delle volte per la scadenza di licenze sul titolo), com’è appunto accaduto gli scorsi giorni. In definitiva, tutto è bene quel che finisce bene.

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