Samsung non è soltanto importante, nel nostro ambito di interesse, per la gamma di dispositivi che produce, ma anche e soprattutto per l’hardware e in particolar modo per le CPU. Come sappiamo ormai da tempo, sul nuovo Galaxy S6 che sarà presentato fra meno di una settimana non ci sarà più un processore Qualcomm ad alimentare il tutto, bensì un SoC made in Samsung, con processo produttivo 14nm. Stiamo parlando del famoso Exynos, che dovrebbe essere in grado di gestire al meglio il risparmio energetico e al tempo stesso di sprigionare maggiore potenza, grazie proprio al processo produttivo ridotto rispetto alla concorrenza a 20 nm.

Nonostante l’azienda sia la prima ad aver prodotto chipset a 14 nm, sembra non volersi arrestare a quell’ordine di grandezza, ma continuare a ridurre le dimensioni, investendo tanto in ricerca e sviluppo. Addirittura ha annunciato di essere al lavoro su un processo produttivo a 10 nm definito FinFET, un primato nel campo della tecnologia dei semiconduttori. I semiconduttori sono realizzati grazie al silicio, e da sempre una delle sfide principali è quella di ridurre al massimo le dimensioni (infatti parliamo nell’ordine di nanometri) ma al tempo stesso aumentare le performance, e ciò sarà anche possibile in futuro utilizzando un materiale semiconduttore diverso.

Samsung è convinta che tale tecnologia a 10 nm sarà importante per lo sviluppo del IoT, Internet of Things, e inoltre fondamentale per riuscire a superare la concorrenza, leader del settore, di Qualcomm. Questo nuovo processo produttivo non si vedrà su smartphone prima del 2016 – inizi 2017, in quanto è ancora in fase di sviluppo per essere ottimizzata al meglio, ma ne vedremo davvero delle belle.

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