C’era da aspettarselo, dopo Skylanders di Activision, primo videogioco indirizzato ai bambini a fare uso delle statuine, anche Disney Infinity si è rivelato di enorme successo, vendendo milioni di copie nel corso degli anni e entrando quindi in una disputa diretta con il suo concorrente, grazie alla combinazione di un solido gioco platform e a delle statuine dei personaggi Disney più famosi che hanno conquistato i cuori di bambini (e non, se vogliamo dirla tutta).

Una delle caratteristiche più significative proprio di Disney Infinity è la sua modalità Toy Box, in cui al liberatore è data assoluta libertà, potendo fare qualsiasi cosa (entro i limiti del gioco, chiaramente) usando i tool del gioco per creare scenari inediti. La Toy Box è in un certo senso la versione ridefinita di una modalità simile, già vista nel precedente Toy Story 3, il tie-in dell’omonimo lungometraggio Disney Pixar. Stando però ai concept dell’artista Sam Nielson, prima di Disney Infinity e ancor prima di quel tie-in di Toy Story 3, c’era qualcosa in ballo di ben diverso.

In quegli anni infatti, gli Avalanche Studios (conosciuti ai più per la realizzazione dei Just Cause) erano al lavoro su una versione della modalità Toy Box esclusivamente incentrata sul mondo di Toy Story, i cui personaggi sarebbero stati tutti catapultati nello spazio. Tra i personaggi presenti ci sarebbero stati ovviamente Buzz Lightyear, Woody, e il resto come membri del Comando Stellare che i fan di Toy Story conoscono benissimo. Chiaramente il titolo andò perso, a favore di quel Disney Infinity che sarebbe uscito di lì a poco. E’ un peccato, considerando che l’idea alla base era senz’altro pregevole.

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