Xiaomi è una delle aziende più interessanti che si siano affacciate sul panorama dei dispositivi mobili, ma nonostante una lunga serie di successi e di vendite portate ai livelli record sembra proprio che qualche problemino interno ce l’abbia anche lei. La compagnia cinese è infatti stata al centro di polemiche infinite per non aver ostacolato un furto di dati dai terminali dei propri clienti, ed ogni qualvolta le si chiedeva conto di questo accaduto, Xiaomi negava puntualmente ogni accusa.

Ma la storia è destinata a ripetersi dal momento in cui la società californiana di sicurezza Bluebox ha riscontrato che Xiaomi Mi4, prodotto di punta del brand orientale, contiene una miriade di applicazioni malevole. Tra quelle incriminate troviamo YtService, un adware che riempie lo schermo di annunci pubblicitari, ma anche PhoneGuard Service e AppStats accusati di essere trojan poiché permetterebbero al telefono di venire attaccato indiscriminatamente da altri malware.

Credete sia finita qui? E invece no: Xiaomi Mi4 non è solo un crogiolo di app nemiche della sicurezza, ma sarebbe anche affetto da innumerevoli vulnerabilità date dalla non presenza di un sistema operativo certificato da Google e al contempo facilitate dai permessi root presenti in maniera nativa sul telefono stesso. Tante le accuse, insomma, per una risposta che tuttavia non è ancora giunta per voce di Xiaomi.

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  • piezio77

    comprate,comprate cinesi………tutti i nodi vengono al pettine 😉