Di LG G4 ci hanno stupito diversi elementi, e trattandosi del nuovo top gamma di un’azienda che è ben più di una semplice azienda, molto probabilmente avremmo anche dovuto aspettarcelo. Ma se c’è un elemento che più di ogni altro ha fatto scalpore di questo terminale, quello è senz’altro il reparto fotografico. Sulla carta chi sarebbe pronto a mettere in dubbio le qualità di un sensore con 16 megapixel di risoluzione, un ottimo stabilizzatore ottico dell’immagine, quel sistema di lenti a sei elementi, un’apertura focale da f/1.8, un autofocus laser capace di mettere a fuoco rapidamente tutto ciò che gli si presenta davanti ed un sensore di luminosità che si fa garante di una illuminazione sempre ottimale?

E se le parole lasciano ben poco spazio ai dubbi, quelli che li azzerano del tutto sono proprio i primi sample fotografici ufficiali che come da tradizione mirano a render note le capacità di questo LG G4. Capacità che, ricordiamo, non si fermano solo ed esclusivamente ad una componentistica curata nel minimo dettaglio ma che si intersecano inevitabilmente anche con degli accorgimenti software di tutto punto: l’app fotocamera interna al G4 è stata reinventata da cima a fondo includendo funzioni (come la modalità full manual) e possibilità (come lo scatto di foto in RAW) a cui non si può non prestare la dovuta attenzione.

Il fatto stesso che si possa scattare in RAW implica un parallelismo stretto con le fotocamere compatte di fascia alta anche in quanto a fase di post-produzione: in parole povere, giocando con i tempi di esposizione variabili e il bilanciamento del bianco regolabile manualmente c’è una possibilità ormai concreta di poter ergere LG G4 come un vero e proprio osso duro nei confronti di una macchina fotografica.

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