L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) torna a proporsi col pugno di ferro sulla scena commerciale nostrana e, nello specifico, a dare un giro di vite che tra multe e sospensioni finisce per coinvolgere diversi (e celebri) store italiani. L’autorità ha infatti sancito che sia illegittimo, da parte dei vari e-commerce, dichiarare una data di disponibilità dei prodotti che non corrisponde al vero. Chi ha già avuto modo di sperimentare acquisti in rete, infatti, potrebbe aver fatto caso ad una consuetudine ormai consolidata: quella nell’ambito della quale il negozio dichiara una disponibilità di magazzino fissata in un dato range di tempo, salvo poi imporre al cliente di dover aspettare parecchi giorni in più per ricevere effettivamente il prodotto.

Ciò accade perchè la gran parte di questi siti web non ha realmente in magazzino i prodotti che mette in vendita, ma è invece solita operare tramite la pratica del “drop shipping”, una metodologia in forza della quale il negozio ordina i beni al fornitore solo dopo che il cliente ha effettuato e saldato l’importo del suo acquisto. Questo meccanismo dà vita a due risvolti: da una parte si abbattono notevolmente i prezzi dei prodotti (tanto è vero che la competitività dei listini è la ragione primaria per cui questi negozi diventino famosi), ma dall’altra si rischia di dover aspettare troppo prima di poter ricevere il prodotto dato che l’ordine – generalmente diretto alla Cina – viene effettuato solo dopo il pagamento del cliente protraendo non di poco i tempi di consegna!

Per questa ragione sono stati altri tre i negozi italiani coinvolti dalle misure sanzionatorie dell’AGCM: shoppingmgm.com ha ricevuto una multa di 50 mila euro per aver diffuso date di disponibilità non vere e un’ulteriore sanzione di 75 mila euro per non aver rispettato le policy di rimborso; ilmercatodellaffare.com e zionsmartshop.com hanno invece ricevuto l’ordine di sospendere le vendite di quei prodotti che non sono realmente disponibili fisicamente e, di conseguenza, assoggettati alla possibilità di venire multati da 10 mila a 5 milioni di euro qualora non dovessero rispettare questa disposizione.

Ma onde evitare fraintendimenti, una cosa va chiarita: il drop shipping, di per sé, non è affatto illegale in Italia. Illegittimo è semmai promettere al cliente che effettua l’acquisto una data di spedizione prevista dal giorno X al giorno Y e non rispettare la tempistica che ci si è dati.

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