Qualcomm ha annunciato che taglierà il 15% del personale (pari a un indotto di circa 5.000 persone) e che ridurrà i costi in eccesso in maniera seria. Una sterzata netta nel modus operandi della sua politica aziendale che fa da eco a quella che è una situazione niente affatto promettente: la società sta passando un periodo particolarmente turbolento, caratterizzato, tanto per capirci, da un fatturato sceso del 47% rispetto alla rilevazione del 2014 (-1.2 miliardi di dollari) e da ricavi che son crollati del 14% attestandosi a quota 5.8 miliardi.

Ma il licenziamento del personale, la riduzione della spesa per 1.4 miliardi e la sottrazione delle azioni dalle mani di dirigenti e impiegati sarà sufficiente a Qualcomm per risollevarsi dal periodo nero? Non è detto, tanto è vero che l’azienda starebbe persino valutando l’idea di separarsi in due divisioni: la prima concentrata sullo sviluppo tecnologico e la seconda di natura operativa alla quale verrebbe affidata la produzione di chip.

I problemi legati allo Snapdragon 810 e la forte competizione rappresentata dall’avanzata di MediaTek, Intel e Spreadtrum stanno sortendo i loro effetti. Ma riuscirà Qualcomm a venirne fuori una volta per tutte? L’augurio è che una via di uscita la si riesca a trovare prima che sia troppo tardi.

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