Nonostante sia sul mercato già da un po’, l’azienda produttrice si è guardata bene dal diffondere i primi dati di vendita che hanno caratterizzato il neonato Apple Watch. La Mela si è tutt’al più spinta nel dichiarare che le vendite siano andate oltre le aspettative, ma in quanto a numeri non se ne è vista neanche l’ombra (non a caso i risultati commerciali dello smartwatch sono stati “nascosti” nella categoria “Altro” dei documenti finanziari).

La taiwanese Advanced Semiconductor Engineering (ASE) ha però provato a far luce su questa situazione e lo ha fatto, tra l’altro, in qualità di partner ufficiale di Apple: l’azienda in questione che ha il compito di assemblare tutti i componenti interni di Apple Watch tramite una metodologia che è passata agli onori della cronaca come il “system-in-package”, non sarebbe riuscita a raggiungere l’obiettivo spedire 2 milioni di unità al mese.

E la ASE, dal canto suo, prevede di non raggiungere i due milioni di dispositivi commercializzati al mese neanche nel corso del prossimo trimestre. Secondo i risultati divulgati dal partner ufficiale, insomma, si evince che le vendite di Apple Watch sarebbero state tutt’altro che soddisfacenti.

E se a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca, viene allora da pensare che la mossa di “nascondere” i risultati dello smartwatch da parte di Apple non sia stata una pura e semplice coincidenza.

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