Se volessimo parlare a suon di metafore diremmo che l’Italia viaggia a passo di lumaca, e che l’Europa si muove invece coi treni ad alta velocità. Anche perchè che il Belpaese sia “Bel” paesaggisticamente parlando è fuor di dubbio, ma che lo sia anche sotto il punto di vista infrastrutturale di certo non possiamo affermarlo: le infrastrutture, gli investimenti e le strategie dedicate al potenziamento della banda ultralarga, tanto per citare un esempio, hanno latitato per anni e anni.

Ma finalmente potremmo trovarci dinanzi a un punto di svolta. Ieri il Governo ha difatti sbloccato 2.2 miliardi di euro per avviare i lavori che porteranno l’Italia a ricevere la banda ultralarga e a porsi così nella media europea in quanto a velocità di navigazione. “Nella banda larga saremo leader in Europa nel giro di un triennio, oggi siamo l’ultima ruota del carro”, ha dichiarato giusto il ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Questi 2.2 miliardi permetteranno di “partire immediatamente con la fase attuativa”, ma in realtà ci sono altri investimenti in dirittura d’arrivo: l’obiettivo è arrivare all’impiego di 12 miliardi di euro di cui 7 giungeranno per mano diretta dello Stato e 5 saranno invece devoluti da interventi dei privati. La priorità in quanto a inizio lavori verrà data alle aree bianche che sono quelle a fallimento di mercato, quelle, in sostanza, nelle quali persino la normale ADSL sembra stentare. E quelle che in fin dei conti ospitano il 35% della popolazione totale.

Per seguire lo stato di avanzamento lavori relativi a ciascun comune è possibile fare uso del sito http://www.infratelitalia.it.

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