Non solo l’Italia o la Francia, ma in diversi altri contesti Uber viene sovente messa al patibolo per via di una presunta “concorrenza sleale” che opererebbe a danno dei tassisti con licenza. Eppure il mercato sembra essere molto più forte del centralismo di Stato: ad oggi Uber è la startup con la più alta valutazione al mondo. Parliamo di una realtà che è stata valutata fino a 52 miliardi di dollari e che entro la fine di quest’anno sarebbe nelle condizioni di raggiungere prenotazioni per ben 10.8 miliardi di dollari (la previsione per il 2016 sale fino a 26.12 miliardi).

I numeri, svelati nell’ambito di una presentazione rivolta ai potenziali investitori, sono stati riportati da Reuters e successivamente rilanciati dalle varie testate di tutto il mondo. Da questo quadro ne esce fuori una società che nonostante gli impedimenti e le critiche ricevute ha comunque conosciuto un tasso di crescita davvero impressionante; una crescita che stando al trend in atto non avrebbe alcuna intenzione di arrestarsi, tanto da puntare a un balzo del +300% in soli 12 mesi. Non suona perciò strana l’intenzione di Uber di debuttare in borsa entro due anni al massimo!

L’innovazione, l’economicità e la comodità portate da Uber nel quotidiano vivere delle persone hanno premiato. E molto probabilmente riusciranno a resistere in qualche modo anche all’avanzare di leggi che ormai da diverso tempo tentano di ostacolare il cammino di una società che macina utili, consensi e anche una certa qual dose di forza lavoro.

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  • Spartacus

    Fuffa assoluta