Nonostante Renzi si fosse inizialmente dichiarato contrario a una sorta di Google Tax, ora sembra intenzionato a fare marcia indietro: durante un’intervista concessa a La7, il premier ha annunciato che entro gennaio 2017 potrebbe arrivare la “Digital Tax”.

L’obiettivo è quello di far pagare le tasse ai colossi dell’economia digitale nel Paese in cui maturano i rispettivi guadagni: “Da questa legge di stabilità immaginiamo una digital tax che poggi su meccanismi diversi da quelli immaginati nel passato” affinchè “le tasse vengano pagate dove vengono fatte transazioni e accordi secondo un puro principio di giustizia sociale”.

Il premier garantisce che non saranno varate aliquote mostruose, tanto è vero che non c’è ragione per cui pensare che questi proventi saranno utilizzati per risollevare l’economia. Una proposta concreta è già giunta per mano di due deputati di Scelta Civica i quali vedono in una ritenuta alla fonte del 25% da applicare sulle transazioni digitali una misura piuttosto equa; oppure si sta valutando l’idea di assoggettare questi big di Internet alla tassazione prevista in Italia sui redditi societari.

Di diverse proposte ce ne saranno probabilmente a volontà ma l’idea, o meglio, l’impianto della misura che si vuol prendere è comunque quello preannunciato da Renzi. Favorevoli o contrari alla Digital Tax?

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