Come ho scritto in una precedente notizia, Vivendi, azienda famosa per acquisizioni aggressive nel mondo dell’intrattenimento, ha comprato la scorsa settimana il 6,6% delle azioni Ubisoft. La azienda francese ha subito temuto che fosse l’inizio di un tentativo di assorbimento e che questo avrebbe significato la perdita della indipendenza trentennale di Ubisoft. Il CEO Yves Guillemot ha scritto allora una serie di mail ai dipendenti, sintetizzabili in: “Combatteremo per preservare la nostra indipendenza”.

Questo non deve aver scoraggiato però Vivendi, che ha acquistato altre azioni, per la modica cifra di 244 milioni di dollari, e controlla ora il 10,39 % di Ubisoft. Che è parecchio, a dire il vero. Vivendi ha quindi dichiarato che l’operazione “è parte di una nostra visione strategica di convergenza tra contenuti e piattaforme di Vivendi da una parte e la produzione di videogiochi di Ubisoft e Gameloft dall’altra”. Vivendi ha infatti comprato pure il 6,2% di Gameloft la scorsa settimana e ha ora aumentato la propria quota portandola al 10,2 %.

La dichiarazione di Vivendi continua dicendo che “Vivendi sta agendo da sola e non in accordo con terze parti e non ha concluso un accordo di acquisto riguardo le quote di Ubisoft e Gameloft. Ci riserviamo il diritto di aumentare la nostra presenza in queste due compagnie a seconda delle condizioni di mercato e della possibilità, a tempo debito, di entrare nel consiglio di amministrazione“. Affermazioni che, giustamente, non tranquillizzano Ubisoft: Vivendi sembra proprio interessata a guadagnare abbastanza peso da poter influenzare le decisioni di Ubisoft e Gameloft per farle convergere verso le proprie piattaforme e i propri interessi.

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