“Duke Nukem” e “Descent” abbandonano, forse momentaneamente, GOG, una delle più importanti e interessanti piattaforme per l’acquisto di videogiochi per PC in versione download. Oggi i titoli della serie “Duke Nukem” lasceranno GOG dopo la lotta legale che ha investito i diritti del marchio, quando Gearbox (editore di “Borderlands”) è riuscito ad affermarsi come legittimo proprietario della serie strappandola a 3D Realms. Fortunatamente, pare che la situazione si risolverà presto con un nuovo accordo tra Gearbox e CD Projekt (proprietario di GOG) per ricominciare la distribuzione del gioco. “Descent” si trova in una situazione simile.

Si tratta di nuovo di problemi legali e di diritti sul marchio: l’editore (Interplay) non sta attualmente (e da anni) pagando i diritti agli autori del gioco, Parallax Software. Così, il contratto tra le due parti è stato annullato, e saranno necessari nuovi accordi prima di vedere nuovamente il gioco su GOG. “Descent”, “Descent 2” e “Descent 3: Mercenary” sono stati intanto tolti dal negozio digitale. Secondo quanto affermato da Parallax Software, Interplay non possiede più il diritto di vendere i loro giochi della serie “Descent”, e non è ancora chiaro perché essi siano ancora acquistabili su Steam. Interplay resta comunque proprietaria del marchio “Descent”, e quindi il progetto di “Descent: Underground” (attualmente in Accesso Anticipato su Steam) continuerà.

La situazione qui è chiaramente più complicata: Interplay possiede il marchio “Descent”, che quindi non può essere dato ad altri editori, ma non avendo pagato per anni (dal 2007, pare) i diritti a Parallax Software ha perso al momento la possibilità di vendere i giochi di “Descent” da loro sviluppati. In questo momento, è difficile vedere una soluzione alla rottura e pensare a un modo che riporti i giochi della serie “Descent” su GOG. Come potreste ricordare, anche la serie di “Fallout” sparì per un periodo da GOG quando i suoi diritti passarono totalmente da Interplay a Bethesda, che ora la sta portando avanti.

Un tempo era difficile ritrovare su internet i vecchi videogiochi e poterli acquistare e preservare in versione digitale, se non affidandosi alle ambiguità legislative dell’abandonware. Poi arrivò GOG, “Good Old Games”, e ci permise di recuperare dei classici ormai introvabili, finalmente resi compatibili con i moderni sistemi operativi. Scusami DOSBox, ma sei davvero scomodo. Dopo Good Old Games si espanse, il suo nome mutò nel solo GOG e, pur continuando la sua opera di recupero dei classici, si aprì agli indipendenti e a grandi produzioni, mantenendo però la sua filosofia: giochi senza DRM e digitalizzazione di più contenuti fisici (manuali, scatole, mappe…) possibile.

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