Negli scorsi giorni potreste esservi imbattuti su internet, e soprattutto sui social network, nella notizia dell’uscita di un fantomatico “Dreamcast 2”, nato da una petizione di fan a SEGA. Secondo le notizie diffuse Patrick Lawson, capo di un gruppo di fan e dipendenti SEGA, avrebbe di recente annunciato la possibile realizzazione del Dremcast 2, il Project Dream, affermando che SEGA ha effettivamente le risorse necessarie per produrre, distribuire e promuovere una nuova console. Il gruppo di Lawson starebbe quindi preparando due proposte per SEGA, che potrebbe sfruttare il crowdfunding e la sua nuova divisione SEGA Interactive per realizzare il Dreamcast 2, e sul sito ufficiale del Project Dream si promettono novità per il 30 dicembre.

Ma questo Dreamcast 2 non è mai esistito e, come spiegato anche da Kotaku, è più che altro un prodotto del pessimo sistema di gestione dei trend di Facebook, che diffonde bufale senza alcun riguardo. Il gruppo di fan, guidato da Patrick Lawson e Ben Plato, ha lanciato mesi fa una campagna su change.org per tentare di convincere SEGA a rilasciare una edizione limitata del Dreamcast che supporti l’HD. Fine. Tutto qui. Non si tratta di “una nuova console” o di un “Dremcast 2”, ma di un modo per poter rigiocare i classici Dreamcast in alta definizione e che, nella idea dei promotori, dovrebbe poter avere accesso a uno store online di classici Dreamcast da comprare e scaricare in un hard-disk interno.

Il gruppo non ha ancora neanche preso contatti con SEGA (che ha smesso di fabbricare hardware qualcosa come 15 anni fa), e il conto alla rovescia pare segnare solo il momento in cui effettivamente avverrà il contatto. Inoltre, creare questa console necessiterebbe, secondo Lawson, di un Kickastarter da almeno un milione di dollari. Stiamo parlando, insomma, di un gruppo di fan molto ambiziosi e con grandi sogni. Ma SEGA non ricomincerà a fare hardware, e nessuno sta proponendo un Dreamcast 2. Se va bene (e ne dubito, considerando che SEGA sta subendo un calo dei profitti di circa il 90%) avremo solo una versione del Dreamcast col cavo HDMI e uno store online da cui comprare vecchi giochi che potete comunque in gran parte già giocare altrove.

La diffusione della notizia esemplifica quello che può succedere quando, alla qualità e al controllo delle fonti, si preferisce una informazione confusa nata da social network e siti che diffondono scoop concentrandosi sulla quantità e sulla rapidità. Internet ha costretto tutti ad aumentare la velocità di scrittura, ma questo non dovrebbe voler dire arrivare a buttare qualsiasi cosa in pasto ai lettori senza preoccuparsi di verificare le informazioni, costretti alla terribile lotta per la cima delle pagine di Google e a rincorrere trend decisi dagli algoritmi di Facebook.

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