È passato qualche giorno da quello che è stato chiamato “the Steam’s Christmas Fiasco” e “Steam Winter Fail“. Se fosse accaduto d’autunno avremmo avuto un bellissimo “Steam Fall Fail” ma per pochi giorni il titolo è sfumato. A Natale Steam, come abbiamo scritto seguendo la vicenda con vari aggiornamenti, ha, per circa un’ora, rivelato le informazioni personali degli utenti. A causa di “un cambio di configurazione” (almeno, così Valve ha dichiarato alla stampa) si è verificato un errore nella cache di Steam e, accedendo al proprio account, gli utenti si trovavano di fronte a pagine preparate e salvate per account altrui. Accedendo alla pagina “Dettagli dell’account” si potevano allora vedere informazioni private come l’indirizzo mail e le ultime cifre della carta di credito di un utente casuale.

Non c’era modo di modificare queste informazioni, perché Steam si limitava a far leggere la pagina sbagliata, non a far entrare in altri account e a lasciarli manipolare. E i dati visibili erano effettivamente pochi, pur bastando, secondo alcuni, a impadronirsi per esempio di un account Netflix legato a quell’indirizzo e-mail e a quella carta di credito. Il problema è che ancora non abbiamo avuto informazioni precise su quanto sia accaduto, non sappiamo quante persone siano state colpite, e Valve ha sì informato la stampa della situazione ma non ha invece rilasciato dichiarazioni agli utenti Steam. Neanche un tweet.

Niente di strano: parliamo di Steam, un servizio gestito dalla Valve come ha sempre gestito lo sviluppo dei suoi videogiochi. Funziona, è magnifico, ha cambiato il mondo dei videogiochi, ma se qualcosa va storto gli utenti non avranno comunicazioni, non avranno supporto e non sapranno mai nulla di nulla. Chi ha provato a chiedere informazioni al servizio di supporto utenti di Steam, riporta Kotaku, ha ricevuto una risposta copiata e incollata, in cui non veniva data speranza di conoscere, per esempio, il numero di persone che avevano avuto accesso ai dati personali durante il periodo di malfunzionamento della cache.

Pare che inoltre Steam non si sia ancora completamente ripreso dopo il problema, e si registrano problemi con le funzioni di ricerca, con il Negozio e con le pagine della comunità. Problemi che potrebbero derivare, però, anche dall’utenza che si raccoglie su Steam in occasione dei saldi natalizi. Il problema maggiore riguarda Steam Guard e, in generale, le verifiche via mail. Per entrare sul proprio account di Steam da un nuovo dispositivo o per scambiare oggetti bisogna infatti passare da un processo di conferma via mail, che pare in questo momento funzionare in modo discontinuo. La notizia, data da Kotaku, non trova riscontro nella mia esperienza diretta (oggi ho tranquillamente scambiato un paio di carte) ma il numero di testimonianze raccolte a riguardo non può essere ignorato.

AGGIORNAMENTO: Valve ha finalmente rilasciato una lunga dichiarazione, che potete leggere interamente qui tradotta in italiano, in cui spiega cosa è successo a Natale, chiede scusa e promette di informare tutti gli utenti interessati dagli avvenimenti e di cui sono state diffuse le informazioni private. Come avevamo già scritto, si è trattato di un errore di configurazione che permetteva di ricevere informazioni destinate ad altri utenti, ma che non lasciava compiere azioni illegittime sull’account.

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