Quando a fine 2014 Square Enix annunciò “Shinra Technologies” tememmo che successo e potere avessero dato alla testa ai vertici della compagnia, intenzionati ad assorbire energia vitale dal pianeta Terra. Il progetto, invece, riguardava un servizio di cloud gaming che sarebbe diventato “il futuro del videogioco”. Qualcosa non deve essere andato per il verso giusto: per molto tempo non abbiamo avuto notizie su Shinra Technologies e sui suoi videogiochi e ora Square Enix annuncia che il progetto verrà chiuso.

Il progetto avrebbe permesso a PC, e poi anche a dispositivi mobili, di sfruttare la potenza di calcolo di processori remoti, per una esperienza che, secondo Yoichi Wada, avrebbe “rivoluzionato il videogioco”, permettendo di creare nuovi rivoluzionari giochi e persino di far nascere nuovi generi. Come? Non è mai stato chiarito, e ormai escludo che potrà essere chiarito in futuro. In Giappone, il mercato delle console è andato progressivamente morendo dopo la crisi economica del 2008, che ha invece causato l’esplosione del videogioco su dispositivi mobili. Square Enix aveva quindi cercato nel cloud gaming la possibilità di continuare a sviluppare titoli AAA che potessero però funzionare su dispositivi mobili.

La chiusura di “Shinra Technologies” rappresenta per Square Enix un danno da 2 miliardi di yen (circa 15 milioni e mezzo di euro). Il fallimento del progetto “Shinra Technologies” sembra derivare dall’assenza di interesse da parte di investitori esterni (o, almeno, questo è quanto dichiarato nel documento di Square Enix). In effetti, in passato Wada (che per dedicarsi a “Shinra Technologies” aveva lasciato la presidenza di Square Enix) aveva riconosciuto la difficoltà di far capire le potenzialità della piattaforma.

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