Per quanto ho il timore che “Far Cry Primal” non sia altro che l’ennesimo sparatutto open-world di Ubisoft, identico ai precedenti, non nascondo che l’originalità dell’ambientazione (l’età della pietra) mi attragga e mi faccia ben sperare. Nell’ultimo video di dietro-le-quinte, Vincent Pontbriand, producer di “Far Cry Primal”, arriva a dire che “questo gioco vi farà sentire più vicini alla Natura e a ciò che è l’essere umano”.

Sicuramente, Ubisoft si è impegnata per creare l’ambientazione del gioco: ci sono state lezioni apposite per insegnare agli attori a recitare come uomini delle caverne, e l’Università del Kentucky ha aiutato a plasmare tre diversi dialetti di un linguaggio proto-indo-europeo che gli attori sono stati obbligati a imparare. Il risultato sarà probabilmente qualcosa di assolutamente improbabile dal punto di vista storico, nello stile esagerato e un po’ cialtrone a cui la serie di “Far Cry” ci sta abituando.

Il video contiene un sacco di informazioni interessanti, non solo sul processo di creazione del gioco ma anche sulla sua ambientazione temporale (il Mesolitico) e geografica (i Carpazi). C’è anche una breve lezione di proto-indo-europeo, una lingua ipotetica e mai realmente esistita da cui provengono le lingue europee (e non solo) attraverso millenni di evoluzione. “Far Cry Primal”, sviluppato da Ubisoft Montreal, esce per PlayStation 4, Xbox One e PC il 23 febbraio.

 

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