Stanotte durante la Game Developers Conference di San Francisco sono stati dati gli Independent Game Festival Awards e i Game Developers Choice Awards. Nate come due diverse premiazioni che andavano a trattare giochi di generi e pubblico diversi, ormai la crescita del videogioco indipendente ha avvicinato IGF Awards e GDC Awards sino a renderle davvero simili, e permettendo a “Her Story” di Sam Barlow di conquistare tra entrambi gli eventi svariati premi. “Her Story” ha vinto il Seumus McNally Grand Prize (il premio principale tra gli IGF Awards) ed è stato premiato per Excellence in Narrative agli IGF Awards e ha vinto come Best Narrative, Innovation Award e Best Handeld/Mobile (per la versione, appunto, portatile) ai GDC Awards.

Gli altri premi degli IGF Awards sono andati a “Mini Metro”, per Excellence in Audio, “Keep Talking and Nobody Explodes”, per Excellence in Design e “Oxenfree” per Excellence in Visual Art. “Cibele” (di cui dovrò scrivere un po’ nel dettaglio prima o poi, essendo uno dei migliori videogiochi del 2015) ha vinto invece il Nuovo Award, che premia l’innovazione, “Beglitched” ha vinto il premio come Best Student Game e ID@Xbox ha dato il suo premio, il Rising Star Award, alla ragazze autrici di “The Hole Story”, videogioco nato all’interno del progetto Girls Make Games. La premiazione e il discorso di ringraziamento delle autrici di “The Hole Story” è stato uno dei momenti più schiettamente commoventi della serata, che si è concentrata ripetutamente sull’idea di videogioco come qualcosa che può arrivare a tutti e che può esser creata da tutti, e che puòessere personale e strana, coraggiosa e diversa sino a parere sbagliata e troppo rischiosa (come “Her Story”). Infine, il pubblico ha dato l’Audience Award dell’IGF a quello che è, semplicemente, il videogioco più amato dal pubblico: “Undertale”. Per me, meritava di più: ormai viene visto come il videogioco apprezzato da tumblr e da internet per i suoi personaggi e la sua storia e si lascia troppo in secondo piano il modo in cui le sue meccaniche creano la narrazione rielaborando il videogioco di ruolo alla giapponese e rivoltandolo come un calzino. Troppo amore ha fatto male a “Undertale”.

Ai GDF Awards il premio come Game of the Year è invece andato a “The Witcher 3: Wild Hunt”, vincitore anche per Best Technology. “Ori and the Blind Forest” (di cui sta uscendo una Definitive Edition in questi giorni) ha vinto come Best Visual Art e i suoi autori, Moon Studios, hanno vinto il premio Best Debut. “Rocket League” ha vinto come Best Design e “Crypt of the NecroDancer” ha vinto come Best Audio. Todd Howard, di Bethesda, ha vinto il premio per Lifetime Achievement, il Pioneer Award è andato a Markus “Notch” Persson, creatore di “Minecraft” e l’Ambassador Award è andato a Tracy Fullerton per il suo lavoro nello spingere avanti e far crescere il videogioco. Per finire, il pubblico ha qua premiato invece con l’Audience Award con l’altro gioco più amato dal pubblico del 2015: “Life is Strange”.

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