Ubisoft aveva già affermato che i server di “Tom Clancy’s The Division” sarebbero stati funzionanti solamente dal Day One, per evitare fughe di notizie, vendite anticipate e leak. Nonostante questa affermazione, speravo che sarebbero comunque giunte notizie sulla disponibilità di copie o codici anticipati per la recensione e dell’apertura di server dedicati ai giornalisti occupati a provare il gioco. Da quanto riporta GearNuke, però, questo non accadrà: al momento dell’uscita “Tom Clancy’s The Division” non avrà ancora recensioni, e nessuno avrà provato in anteprima la versione definitiva del gioco.

Quindi, vi invito a fare semplicemente quello che è ragionevole fare in questi casi: non comprate il gioco al momento dell’uscita. Non rischiate di spendere soldi per qualcosa che potrebbe non funzionare, che può non valere il vostro tempo. Soprattutto, se proviene da un’azienda come Ubisoft, che ha messo sul mercato un videogioco come “Assassin’s Creed: Unity”. Questo suggerimento si aggiunge a quello che do sempre: non pre-acquistate i videogiochi AAA. Aiutate i piccoli sviluppatori, finanziate le loro opere su Kickstarter, seguite gli autori che amate su Patreon, ma non pre-acquistate giochi da aziende di cui non sapete se fidarvi.

“Siccome ci è impossibile popolare i server in modi che siano adeguati a replicare l’esperienza di The Division al giorno del lancio, i recensori inizieranno a giocare al gioco insieme a tutti gli altri quando sarà rilasciato l’8 marzo, quando i server andranno online a mezzanotte e un minuto secondo il fuso orario dell’Australia dell’Est. Anticipiamo che potrebbero esserci opinioni, postate durante i primi giorni dal lancio, basate sulla Beta di The Division, e non vediamo l’ora di vedere trasmissioni, video e opinioni che diano conto del gioco nelle sue condizioni finali.”

L’idea non è sbagliata. Per qualsiasi gioco sappiamo che la prova delle componenti online avrà senso solo se confermata da ciò che succederà dopo l’uscita, quando i server saranno sotto sforzo e pieni di giocatori e di partite. Ed è giusto che uno sviluppatore possa decidere di subire le conseguenze della scelta, alla fine coraggiosa, di negare l’accesso anticipato ai recensori per garantire al pubblico quella che pensa sia la sua visione del gioco e il modo migliore per goderlo. E una delle conseguenze è questo articolo, in cui io vi invito a non spendere soldi per un’opera di cui non avete potuto leggere neanche una recensione.

Penso che il ragionamento di Ubisoft sia in realtà molto semplice: con il grande successo della Beta, “Tom Clancy’s The Division” non ha bisogno della pubblicità che deriva dalle recensioni. La gente lo comprerà ugualmente, senza sapere davvero cosa avrà tra le mani, e capisco il fascino di giocare a qualcosa di ancora sconosciuto, misterioso. Sarà bello, sarà brutto? Durante tutta la mia infanzia, ho comprato così i videogiochi: girando la scatola di quello che trovavo nei negozi di giocattoli, e acquistando senza sapere davvero a cosa mi sarei trovato davanti. In questo modo, ho comprato “Terranigma” per Super Nintendo. Ma anche tanta robaccia. Penso, infine, che il comportamento dell’Ubisoft, sempre ostile verso la stampa, danneggi gli sviluppatori che lavorano per l’azienda, oltre che i giocatori.

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