I Dreampainters, studio italiano autore di “Anna”, hanno ricominciato a mostrare immagini e a parlare del loro prossimo progetto, “White Heaven”. Il silenzio è stato rotto con la comparsa di un’immagine del gioco come loro copertina di Facebook (immagine che vedete in apertura dell’articolo). Lo studio promette presto nuove notizie. L’altro loro progetto, “Mater Obscura: A Sine Requie Tale”, che avrebbe sfruttato la licenza del celebre gioco di ruolo cartaceo italiano “Sine Requie” è stato abbandonato, o almeno sospeso, un anno fa per mancanza di interesse da parte di produttori, che invece si erano mostrati più interessati a “White Heaven”.

White Heaven : ) e’ stato un anno durissimo, e per motivi esterni alla nostra volonta’ non potevano dare nessuna news. Ora abbiamo di nuovo la liberta’ di fare quel che vogliamo, e ci saranno un bel po’ di news a breve.

Dopo essere stato annunciato subito dopo l’uscita, e il successo, di “Anna”, avevamo avuto pochissime notizie su “White Heaven” e l’ultimo post sul blog dei Dreampainters è di quasi un anno fa (13 aprile 2016). Il post parlava dell’influenza di “The Vanishing of Ethan Carter”. “Dopo che The Vanishing of Ethan Carter ci ha mostrato cosa possiamo fare usandola [la fotogrammetria, la misura di oggetti reali da inserire nel videogioco] è diventato per noi un obbligo vedere come sfruttarla. Pensiamo sia molto interessante, e abbiamo deciso quindi di inserire nel nostro gioco oggetti che vengono realmente dalla Val d’Ayas e che abbiamo bisogno di questa tecnica per White Heaven.” Quindi, “White Heaven” sarà ambientato in Val d’Aosta, nelle stesse zone di “Anna”, oltre a condividerne come già dichiarato in passato temi e mitologia.

“Anna” dei Dreampainters è un’avventura grafica e horror in prima persona ambientata in Val D’Ayas. Esiste in due versioni (vendute insieme): una standard, creata come studio indipendente, e una estesa e migliorata grazie alla collaborazione di un produttore (Kalypso). Per quanto la versione estesa sia effettivamente molto più rifinita, e molto più facile da giocare (anche solo aprire l’inventario e usare un oggetto poteva essere complicato in “Anna”) essa è in qualche modo molto meno affascinante di quella standard, che continuo a consigliare e preferire. “Anna” è un videogioco storto, ruvido, appuntito, e così deve essere. Giocare ad “Anna”, nella sua versione standard, ricorda a volte il cercare di svitare una vite a stella con un cacciavite piatto.

“Anna” parla di un uomo che tenta di mettersi in contatto col divino, parla della ragione che tenta di comunicare con ciò che ragione non è. Di un cacciavite piatto che tenta di svitare una vite a stella, appunto. In “Anna” impazzisco in cerca di indizi che non troverò, di soluzioni che non esistono, come impazzisce il mio personaggio. Vago senza meta, senza traccia, in una segheria abbandonata che piano piano smette di essere reale, e diventa altro, senza riuscire a capire la logica dietro gli eventi e gli enigmi. Perché non c’è logica, perché la meccanica da avventura grafica di “Anna” è uno strumento sbagliato, umano, razionale, con cui sono costretto a fare qualcosa che non è nella sua (e nella mia) natura. “Anna”, soprattutto nella sua versione standard, è un’opera assai coraggiosa e interessante, per quanto ostica e sbagliata.

[AGGIORNAMENTO 23 marzo 2016]: I Dreampainters hanno finalmente annunciato “White Heaven” con un comunicato stampa ufficiale. Nel nostro articolo (che trovato cliccando qui) trovate tutti i dettagli sulla nuova avventura horror dei Dreampainters e un primo teaser che ne mostra ambientazione e temi, che richiamano esplicitamente quanto già abbiamo visto nel loro “Anna”.

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