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Fallout 4 Automatron – Recensione

“Automatron”, il primo DLC di “Fallout 4”, inizia con una richiesta di aiuto ricevuta via radio. Una carovana è stata attaccata da robot e, quando arrivo a soccorrerla, tutti gli esseri umani che la componevano sono già morti. L’unica sopravvissuta è Ada, un robot che accompagnava i commercianti e che, dal contatto con gli umani, ha imparato sentimenti e emozioni che la hanno resa diversa da tutte le altre macchine. Così, dopo aver preso Ada come compagno, mi avventuro di nuovo nella Wasteland di “Fallout 4” alla ricerca di chi comanda i robot colpevoli di questa e di altre scorrerie. Il colpevole si fa chiamare “Il Meccanista”, e afferma di combattere per la salvezza del Commonwealth.

Fallout 4 Automatron – Recensione: Sintetici e Cerebrobot

La storia continua idealmente un tema che già “Fallout 4” trattava: il labile confine tra uomo e macchina. La storia originale, che è principalmente una storia di rinascita dopo la distruzione nucleare (come ho sottolineato nella mia recensione), ha come centro l’Istituto e i suoi Sintetici, esseri dal cervello artificiale ma creati a partire dal DNA di Shaun, cioè da mio figlio. Macchine tanto perfette da essere ormai umane, da volere la libertà e da lottare per essa insieme ai Railroad, il gruppo che aiuta i Sintetici a fuggire dall’Istituto e a iniziare una nuova vita nel Commonwealth. E poi c’è Valentine, un Sintetico di una generazione incompleta ormai dimenticata, ancora così robotico ma già così umano. E Curie, che decide di abbandonare il suo corpo da Miss Nanny e di diventare un Sintetico. E il Paladino Danse, che combatte contro i Sintetici senza sapere di essere anche lui una creatura artificiale.

automatron fallout 4

In “Fallout 4” le macchine si fanno uomini, i confini si assottigliano sino a diventare insignificanti. Curie non è mai una macchina per me, neanche prima di diventare un Sintetico. Valentine è imperfetto, ma i ricordi del poliziotto umano che lo abitano danno alla sua personalità un calore che fanno spiccare il personaggio nella terra desolata del videogioco proprio per la sua umanità. I Sintetici sono la macchina che diventa uomo, e le questioni morali sollevate da questa trasformazione sono solo in parte mostrate in “Fallout 4”. In uno dei dialoghi più interessanti del gioco Deacon, membro dei Railroad, mi spiega che esiste un dibattito interno al gruppo su quale sia il limite della loro lotta per liberare i Sintetici: la libertà è un diritto solo per quelli di ultima generazione, creati dalla bioingegneria e ormai impossibili da distinguere dagli esseri umani? E se vale anche per quelli delle generazioni precedenti, androidi in tutto e per tutto (escluso appunto Valentine che è un esemplare unico), dove bisogna fermarsi? Quale macchina merita di essere schiava dell’uomo?

In “Automatron”, Ada è un robot che, un po’ come Curie, ha sviluppato una personalità. Ma i robot contro i quali mi trovo a combattere, i Cerebrobot , sono macchine assassine dotate di un cervello umano e risultato degli ennesimi esperimenti militari precedenti all’apocalisse nucleare. I Cerebrobot hanno percorso il cammino inverso rispetto a quello dei Sintetici: non sono macchine rese umane, ma uomini resi macchine. Cervelli a cui è stata sottratta la personalità e i ricordi e che sono stati trattati solo come potenti calcolatori. Cervelli che ora capiscono solo la logica, la logica crudele e cinica delle macchine, dell’ottimizzazione dei risultati, e non hanno più niente di umano ai miei occhi. In “Automatron”, Bethesda continua a mostrarmi un mondo in cui distinguere (tra uomo e macchina, tra bene e male) è difficile, se non impossibile. Purtroppo, “Fallout 4” è più uno sparatutto che un videogioco di ruolo e non sa farmi realmente giocare tutte le sfumature della realtà che descrive.

Fallout 4 Automatron – Recensione: Contenuti di Automatron e robot personalizzati

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Dal punto di vista dei contenuti, “Automatron” aggiunge a “Fallout 4” questa missione secondaria (circa 4 ore di storia), nuove armi a tema robotico, nuovi robot nemici, una nuova banda di predoni (i Rust Devil) specializzati nell’uso di robot che trasformano anche in armature, e alcune aggiunte agli Insediamenti. E, tra le aggiunte agli Insediamenti, c’è la vera novità di “Automatron”: la possibilità di costruire una nuova postazione in cui creare robot personalizzati da usare come compagni. La scelta è vastissima: posso combinare liberamente teste, torsi, braccia, mani e gambe di tutti i robot di “Fallout 4” (compresi i nuovi Cerebrobot) montando armature, congegni e armi sulle varie parti e scegliendo infine voce e colore della mia creatura.

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La costruzione è semplificata dal fatto che io ora possa recuperare dai robot che distruggo pezzi utili a crearne di nuovi e incoraggia a prendere Talenti che normalmente potevo considerare meno importanti per il mio personaggio. Per esempio, io non avevo mai preso punti in Esperto di robotica, che diventa essenziale per creare parti di robot avanzate. I robot che vengono fuori sono esagerati, strani, storti e probabilmente sbilanciatissimi nel gameplay, sono insomma un inno alla poetica di “Fallout 4” e alla tradizione di Bethesda“Automatron” è disponibile per PC, Xbox One e PlayStation 4 nel Season Pass di “Fallout 4” o, singolarmente, al costo di €9,99.