Il browser Android Brave paga per vedere pubblicità, ma ai siti non piace

Gli sviluppatori del browser Android Brave stanno avendo alcuni problemi che potrebbero tramutarsi in rogne legali. Per chi non lo sapesse, Brave è un browser per smartphone e tablet diventato famoso per una caratteristica molto originale creata dai suoi sviluppatori. In pratica si tratta di una applicazione che permette di navigare in internet con un ad blocker integrato. Ciò vuol dire che ha una funzionalità per bloccare i banner e tutti gli altri tipi di pubblicità presenti in ogni sito web. Ma questa app non si limita solo a questo.

Il browser Android, invece di visualizzare la normale pubblicità presente nei siti web, visualizza dei banner a forma di bolle con all’interno della pubblicità proveniente dai suoi partner. Dei guadagni ricavati da questa pubblicità, il 55 percento viene devoluto ai publisher, il 15 percento ai partner di Brave, un altro 15 percento agli stessi sviluppatori dell’app e il restante 15 percento agli utenti. In questo modo, visualizzando la pubblicità, la gente può guadagnare soldi.

Questo però non è andato bene a dei famosi siti e giornali di informazione. Essi si sono uniti e hanno definito l’attività del browser Android un vero e proprio furto, in quanto li esclude dai guadagni per far arricchire solamente gli sviluppatori. Tra questi siti ci sono anche importantissime testate giornalistiche come The New York Times e The Washington Post. Esse hanno dichiarato di voler prendere provvedimenti legali, ma gli sviluppatori di Brave sono decisi a continuare la loro attività affermando che il loro metodo porta molti più guadagni ed equità.

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