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DiRT Rally – Recensione

Bisogna probabilmente risalire al 2004, quando Richard Burns Rally debuttava su PC, PlayStation 2 e Xbox, per ritrovare sia su console, sia su mouse e tastiera un simulatore di una delle discipline sportive più affascinanti del mondo talmente ben fatto. DiRT Rally è un progetto che parte da lontano, perché in casa Codemasters, dopo la deriva più arcade degli ultimi episodi, si è evidentemente deciso di tornare alle origini e di proporre agli appassionati un prodotto fedele a questo genere di corse e rispettoso di tutte le sue caratteristiche, anche a costo di allontanare il pubblico meno interessato alle simulazioni. Ed è un progetto che è cresciuto mese dopo mese in sinergia con la community che, grazie alla formula della distribuzione “early access” su Steam, ha potuto collaborare per rendere DiRT Rally sempre migliore, fino ad arrivare alla versione definitiva che debutta questo mese anche per PlayStation 4 e Xbox One.

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DiRT Rally – Recensione: Quel celestiale rombo di motori

DiRT Rally Recensione 02

E il DiRT Rally che abbiamo avuto modo di provare riguarda proprio una delle edizioni per console, specificatamente quella per PlayStation 4, sulle quali alcuni appassionati temevano circa la qualità della conversione rispetto la versione per PC. Per fortuna, siamo ben felici di smentire tutte queste preoccupazioni perché DiRT Rally ha goduto di un lavoro di trasposizione eccezionale, che porta anche su console un gioco in grado di garantire una risoluzione nativa Full HD (900p su Xbox One) e un frame rate costante a 60 frame per secondo. Il tutto per un aspetto visivo magari non allo stato dell’arte, e che di certo non punta volutamente al fotorealismo estremo concentrandosi su altri aspetti, ma che è comunque in grado di regalare un colpo d’occhio niente male. A ciò peraltro si associa un lavoro sul sonoro veramente encomiabile: chi ha mai avuto la fortuna di assistere una competizione di rally dal vivo proverà i brividi per quanto fedele e accurata sia anche questa singola parte della produzione. Specialmente se giocato con un buon impianto e con un paio di ottime cuffie sarà come indossare il casco e abituarsi a sentire solamente il rumore della propria auto e le indicazioni continue e precise del copilota.

DiRT Rally – Recensione: Ritorno al passato

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Questa cura al dettaglio fa immediatamente capire quanto DiRT Rally non possa deludere sull’aspetto più importante: il gameplay. Pad alla mano e gettati subito nella mischia ci si ritrova forse addirittura spiazzati da quanto profondo e realistico sia il modello di guida di questa produzione: i giocatori meno esperti, ma anche quelli più navigati, dovranno necessariamente affrontare una curva di apprendimento molto ripida. Non lo si nasconde: sarete indubbiamente scoraggiati dai primi pessimi risultati che raccoglierete, ma lentamente, corsa dopo corsa, imparerete come gestire al meglio il vostro mezzo, ad ascoltare come i pneumatici reagiscano realisticamente ad ogni tipo di terreno, a come entrare in curva e soprattutto a come dosare bene acceleratore e frena. Non è assolutamente il tipo di gioco in cui vince chi va sempre a manetta: anzi, la sapiente gestione di tutte le componenti dell’auto è l’arma migliore per ottenere tempi più bassi possibili.

DiRT Rally è peraltro un gioco che non vuole perdonare nulla, riportando alla mente i simulatori di una volta: niente sistema del “rewind”, ormai in voga per quasi qualsiasi congenere, e persino nel caso si decidesse di ricominciare per un errore, il gioco assegna una penalità che riduce i crediti conquistati a fine sessione, a prescindere dal risultato ottenuto. Forse qualcuno considererà questa filosofia troppo punitiva, ma è in realtà coerente con quel che vuole offrire ed effettivamente offre DiRT Rally: del resto, molta severità la si nota anche negli aiuti alla guida che è possibile attivare, pena ovviamente un decurtamento dei crediti finali ottenuti. Anche con tutti gli aiuti abilitati non è per niente facile e anzi in certi casi si hanno persino degli svantaggi. Il totale supporto all’aderenza, ad esempio, limita automaticamente l’acceleratore, cosa che comporta una partenza al rilento al confronto degli avversari negli eventi rallycross. In generale dunque è bene non esagerare con gli aiuti, che possono automaticamente non concedere quella elasticità necessaria per controllare bene l’auto, specialmente nelle situazioni più complicate. Quel che conta comunque, per chiudere il discorso, è che l’esperienza di gioco di DiRT Rally non è mai frustrante: può sembrare un paradosso visto quanto detto in questi paragrafi, ma è effettivamente così, visto che la simulazione è oggettivamente dominante e lascia spazio a pochissime concezioni. Tuttavia, qualche maggior flessibilità rispetto alla realtà c’è, probabilmente pensata in vista della conversione su console. Ma i più puristi non si preoccupano: siamo ben lontani da un mix tra simulazione e arcade e i risultati migliori in termini di precisione si ottengono comunque con un ottimo volante.

DiRT Rally – Recensione: Tra una lunga carriera ed eventi giornalieri

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Cuore pulsante di DiRT Rally è ovviamente la modalità Carriera, in cui il giocatore, accompagnato dal proprio team, può scalare le classifiche dei campionati di tre categorie diverse per entrare nell’Olimpo della categoria. È una tipologia di gioco molto semplice nella realizzazione e nell’offerta proposta, ma comunque gradevole e che tiene impegnati a lungo, anche perché se abbiamo parlato di un modello di guida impegnativo e realistico, stesso discorso vale per gli avversari, che non saranno mai clienti facili sia nelle tradizionali prove a tempo su tracciati tortuosi, sia in confronti diretti negli eventi rallycross. Sebbene manchi la licenza ufficiale della WRC (ma è presente quella per il rallycross), lo sviluppatore si è avvicinato tantissimo a quella che è la competizione nel mondo reale. Ogni giorno di gara fa storia a sé: parlando della classica prova a tempo, il percorso viene suddiviso in quattro tappe, ognuna con conseguenze su quelle successive, sia in termini di tempi, sia per quel che concerne eventuali danni all’auto. Tappa dopo tappa, è facile danneggiare in qualche parte l’auto che può essere riparata entro un tempo limite dal team prima dell’inizio della successiva. Nei casi più gravi si può essere costretti al ritiro, cosa che aumenta la tensione e l’adrenalina quando si giocano ad esempio le tappe finali di un campionato. Nel nostro caso, ci è capitato di lottare fino all’ultimo con un pilota di nazionalità greca: quest’ultimo aveva dominato i primi eventi, ma viene tradito dalla propria auto all’ultima tappa della gara finale! Che si tratti di un problema meccanico o di un semplice incidente, questo grado di imprevidibilità spinge a non mollare mai e rende soprattutto più coinvolgente qualsiasi evento di gara.

Tutto questo è accompagnato da una quantità di contenuti di tutto rispetto dato che, oltre alla disciplina classica, vi è anche appunto il rallycross e gli affascinanti eventi Hillclimb, in cui bisogna spingere potenti auto di categoria su ripidi tornanti di montagna. Ma c’è anche la possibilità di creare campionati personalizzati e soprattutto di cimentarsi negli eventi online che, garantendo una cadenza giornaliera, settimanale e mensile, permettono di prendere parte a sfide sempre rinnovate. Insomma, DiRT Rally punta sulla sostanza e non su un numero magari eccessivo di contenuti, sia per le modalità di gioco, sia per quanto riguarda auto (17 ma di grande varietà, spaziando per ogni epoca e categoria) e tracciati. Quel che c’è comunque vi soddisferà pienamente.

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DiRT Rally – Recensione: Commento finale

DiRT Rally è quel tipo di prodotto che gli appassionati di questa disciplina sportiva aspettavano da anni. Un gioco che propone un modello di guida raffinato, impegnativo e seriamente votato alla simulazione, accompagnato da una realizzazione generale di tutto rispetto per contenuti (anche se questi un po’ risicati), qualità e varietà. È il miglior esponente della categoria disponibile oggi sul mercato, a tratti quasi sorprendente. Consigliato a scatola chiusa agli amanti del genere.