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Final Fantasy XV potrebbe segnare l’ingresso della serie nella modernità

È risaputo che “Final Fantasy XV” abbia avuto uno sviluppo lungo e travagliato: originariamente annunciato nel 2006 per PlayStation 3, doveva essere una parte della serie di “Final Fantasy XIII” (e della sotto-serie “Fabula Nova Crystallis”) col titolo di “Final Fantasy Versus XIII” ed è infine diventato un titolo con una sua numerazione indipendente (“Final Fantasy XV” appunto) che finalmente uscirà a settembre del 2016. In dieci anni di lavoro sono evidentemente cambiate molte cose. Restano alcuni degli spunti iniziali, ora slegati dalla narrazione di “Final Fantasy XIII”, resta (a quanto ho capito) l’appartenenza a “Fabula Nova Crystallis”, ma “Final Fantasy XV” (racconta Hajime Tabata, direttore del gioco, a 4Gamer) non era per esempio nato per essere il videogioco di ruolo open-world che è attualmente.

“Final Fantasy XV” è un gioco costruito sulla storia e sulla sua progressione, e per questo motivo alcuni dei suoi autori avrebbero preferito uno sviluppo più lineare che seguisse questa trama. Altri, semplicemente, temevano che Square Enix non avesse gli strumenti e le conoscenze per sviluppare un open world. Uno strano timore da parte dell’ex SquareSoft, autrice proprio di una serie di videogiochi open-world fondamentale e sperimentale come “SaGa” (e che ha di recente avuto un mediocre ma coraggioso successore spirituale, “Legend of Legacy”).

Tabata però ha difeso l’impostazione open-world per due ragioni: perché pensava che fosse l’ora di far tornare “Final Fantasy” una serie di videogiochi di ruolo d’avanguardia, sempre al passo con le incarnazioni più moderne del genere e perché pensava che l’esplorazione open-world fosse coerente con la natura on the road di “Final Fantasy XV”, con la sua narrazione. Questo è forse il passo più interessante dell’intervista: “Final Fantasy” non è mai stata una serie famosa per l’armonio della sua narrazione e delle sue meccaniche. Anzi, le sue storie d’amore, d’amicizia e d’eroismo erano quasi grottescamente ritmate da una meccanica costruita su scontri casuali con cani randagi trovati per strada. Questa volta, come già affermato in passato, sembra che Square Enix stia davvero cercando un modo nuovo di ragionare sulla sua più importante serie e forse potrebbe essere questo il vero elemento di modernità di “Final Fantasy XV”.

[Fonte: DualShockers]