Mirror’s Edge Catalyst – Provata la Closed Beta

Mirror’s Edge è sopravvissuto al passare del tempo soprattutto per merito dei suoi appassionati. Un fanbase che è cresciuta lentamente nel corso degli anni, quando il gioco non aveva raccolto inizialmente pareri universalmente positivi, risultando anzi nel mezzo tra coloro che avevano apprezzato l’idea DICE e chi invece ne ammirava l’intenzione criticandone tuttavia la realizzazione. Come spesso accade in questi casi la verità si trova probabilmente nel mezzo: chi vi scrive ha letteralmente adorato Mirror’s Edge, ma ammette tranquillamente che si trattava di un progetto con ampi margini di miglioramento, soprattutto in termini di profondità e libertà di gioco. Mirror’s Edge Catalyst, sequel/reboot finalmente in arrivo per PC, PlayStation 4 e Xbox One, sembra poter ovviare a quelle problematiche e un primo assaggio l’abbiamo avuto grazie alla closed beta disponibile nello scorso fine settimana.

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Mirror’s Edge Catalyst – Anteprima: Il prepotente ritorno del parkour

Mirror’s Edge Catalyst non vuole affatto tradire quella che era la filosofia del primo e finora unico episodio e lo dimostra subito con la missione iniziale (una delle quattro contenute nella beta) che permette al giocatore di prendere confidenza con il gameplay. Il discorso si risolve velocemente: se conoscete Mirror’s Edge non avrete il minimo problema e vi ritroverete subito catapultati in quella che era già stata una vera e propria esperienza nei panni di Faith, l’affascinante protagonista; in caso contrario, resterete forse un po’ spiazzati da questo action in prima persona in cui il parkour la fa indubbiamente da padrona. Si corre, si salta e si sfrutta l’ambiente per andare sempre più in alto e più veloci. Ma se a prima vista la visuale in soggettiva può apparire scomoda, è in realtà proprio questa caratteristica a rendere in fondo unico Mirror’s Edge e nel giro di poco tempo ci si abitua all’idea. Va detto che non poteva e ancora oggi non può piacere a tutti: è una filosofia di gioco molto particolare che difficilmente può abbracciare il favore di un pubblico assai ampio, ma nel suo piccolo funziona e coloro che sanno di cosa si parla si ritroveranno immediatamente a “casa”.

Ad ogni modo, trattandosi di una semplice anteprima chiamata ad anticipare la recensione prevista nelle prossime settimane, ci soffermiamo ad analizzare cosa emerge effettivamente di nuovo dalla closed beta di Mirror’s Edge Catalyst. L’impressione, detto molto brevemente, è che DICE abbia realizzato prima di tutto un gioco che rispecchi le aspettative degli appassionati. Quindi, abbiamo tutto quanto di buono si era visto nel primo episodio, ma migliorato in quei campi che andavano effettivamente rivisti: adesso non si è più costretti a seguire un “corridoio” preimpostato, ma Mirror’s Edge Catalyst abbraccia la filosofia open world, dando modo al giocatore di muoversi liberamente all’interno di Glass City, la distopica e affascinante metropoli che fa da sfondo alle vicende. La pressione di un pulsante permette di visualizzare il percorso ideale per arrivare a destinazione per completare il proprio incarico, ed è un espediente utile per i meno esperti, ma in generale si respira finalmente quella sensazione di totale libertà che troppo spesso mancava nel prequel e che dunque può potenzialmente far fare un grosso balzo in avanti qualitativo a quella che è l’esperienza di gioco di Catalyst. Un altro aspetto molto interessante riguarda invece l’inserimento di uno skill tree che, tramite la raccolta di tradizionali punti esperienza, permette di sbloccare abilità specifiche utili per personalizzare ulteriormente la propria avventura. Profondità che è ovviamente tutta da vedere poi nella versione completa del gioco, ma che lascia già ben sperare, soprattutto nell’ottica di riuscire ad avere un’esperienza il più personalizzata e diversificata possibile e che possa aprire a un fattore rigiocabilità quasi sorprendente. Questa maggior cura per il dettaglio la si nota anche nel sistema di combattimento, totalmente stravolto rispetto quello fin troppo semplice e abbozzato del precedente capitolo: perché adesso ogni mossa è legata direttamente a tutti i movimenti di Faith. Un salto dall’alto può diventare un ottimo modo per mettere K.O. un soldato nemico, così come un’acrobazia complicata può trasformarsi immediatamente in un’efficace mossa d’attacco. Le mosse a disposizione sono molto varie e permettono anche qui di scegliere come agire: e si può sempre scegliere di evitare il combattimento, se si è abbastanza scaltri e rapidi.

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Mirror’s Edge Catalyst – Anteprima: Commento finale

La closed beta di Mirror’s Edge Catalyst ha già avuto il grande merito di spazzare gran parte dei dubbi della vigilia: le potenzialità ci sono tutte e ci sembra di essere davanti a un gioco più ampio, divertente, profondo e vario rispetto al primo capitolo, capace di migliorare ogni singolo aspetto che all’epoca indubbiamente mancava di qualcosa. Se le premesse sono queste non possiamo che ben sperare in meglio, ma lo sapremo ovviamente solo quando potremo finalmente avere il codice finale tra le nostre mani.