Un membro di EA DICE si scusa per i tweet su Call of Duty Infinite Warfare

Roland Smedberg, membro di EA DICE (autori della serie “Battlefield”), aveva reagito al trailer di lancio di “Call of Duty: Infinite Warfare” sfottendone la qualità e definendolo “quaint” (“dal gusto retrò”). Aveva sottolineato la sua “grafica da 2010” e il suo “montaggio da studente delle scuole elementari”, la brutta illuminazione e il “brutto uso della profondità di campo”, ammettendo che “tutto considerato, non è un gioco visivamente brutto”. Comunque, forse spinto dai suoi superiori, Smedberg ha ora ritrattato le affermazioni su “Call of Duty: Infinite Warfare”.

“Ero riuscito a stare per sei anni su Twitter senza fallire miseramente a usarlo. Ma la scorsa notte è successo. Non volevo provocare questa tempesta di merda, ho fatto un errore e me ne scuso.” “Nell’ultimo paio di mesi il mio battito cardiaco a riposo era 62. Nelle ultime 24 ore è stato 85. Da ricordare: evitare stupide e immature bizze.” ” C’è un modo per diffondere le tue opinioni personali e non è essere immaturo o irrispettoso. È stato il mio primo, e ultimo, passo falso. Le mie scuse.”

Anche Randy Evans, dopo il tweet (cancellato) in cui definiva “Call of Duty: Infinite Warfare” “un gioco che sembra essere vecchio di 10 anni”, sembra aver deposto l’ascia di guerra: “Comunque giocherò il nuovo COD sino allo sfinimento come ho sempre fatto. Riescono sempre a creare un’esperienza solida”. Un giudizio persino esagerato, considerando che  Infinity Ward ha sviluppato “Call of Duty: Ghosts”, che ha lasciato tutti scontenti, e che anche l’ultimo “Call of Duty: Black Ops 3” mostra ormai una serie che, dopo non aver mai saputo bene che fare col multiplayer, non riesce più neanche a dare le Campagne per giocatore singolo per cui era apprezzata. Certo, dall’altra parte c’è una serie (“Battlefield”) che, dopo anni di successo e qualità, è culminata in “Battlefield: Hardline”, un gioco di cui a malapena ci siamo accorti e che confondeva la guerra con l’ordine pubblico.