Kanye West mostra il suo videogioco all’E3 2016

Durante l’E3 di Los Angeles è stato mostrato anche il trailer ufficiale di un gioco che, seppur già annunciato, avevamo rimosso dalle nostre menti. Volontariamente. Tra l’altro, ci sono voluti mesi di terapia per riuscirci, e ora dovremo ricominciare tutto da capo. Sto parlando di “Only One”, primo videogioco di Kanye West sì quel Kanye West. Il gioco è in lavorazione da prima di febbraio del 2015, quando fu annunciato durante un’intervista radiofonica. “Only One” parla di Donda West, madre di Kanye West morta nel 2007 a causa di complicazioni successive a un’operazione di chirurgia plastica, e prende il titolo da un suo singolo del 2014 in cui il cantante immaginava una conversazione tra sua figlia e sua madre

“L’idea è che mia madre sta attraversando i cancelli del paradiso e devi portarla ai cancelli più alti mantenendola nella luce”. Detto così, sembra un arcade a scorrimento verticale molto semplice. Il video, simile a uno precedente fatto vedere da Kanye West a febbraio in occasione della presentazione del suo nuovo album (“The Life of Pablo”), mostra angeli, anime di persone morte tra cui Donda West, che ascendono al Paradiso in un’ambientazione dal gusto impressionistico e ispirata alle incisioni di Doré. Il gioco è realizzato con la collaborazione di Encyclopedia Pictura, studio di animazione che ha collaborato con altri musicisti come Björk.

Non abbiamo ancora una data di uscita per “Only One”, né un’idea precisa di come funzionerà o su quali piattaforme sarà disponibile. Lasciamo per un momento perdere il facile umorismo che si può fare su qualsiasi progetto di Kanye West, come quando durante i VMA dichiarò, visibilmente strafatto, che si candiderà come Presidente degli Stati Uniti d’America nel 2020. È interessante che un musicista e un produttore importante come lui abbia colto la capacità comunicativa, empatica, del videogioco e abbia deciso di sfruttarla in un’opera personale e dolorosa e non, per esempio, in uno sparatutto rapper hippoppettaro. Mi sembra evidenzi chiaramente come, al di fuori del mondo del videogioco e dei suoi appassionati, questo medium sia sempre più avvertito come appunto un medium artistico, e non solo come puro intrattenimento.