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“I JRPG devono puntare su uno stile hentai” dice il producer di God Eater

Bandai Namco ha tenuto un incontro a Anime Expo, riportato da Giuseppe Nelva di Dual Shockers, con Yasuhiro Fukaya (producer di “Tales of Berseria”), Yosuke Futami (producer di “Sword Art Online”) e Yosuke Tomizawa (producer di “God Eater”). I tre producer hanno discusso della lunghezza delle gonne dei loro personaggi femminili ma, soprattutto, del rapporto tra videogioco di ruolo in stile giapponese (JRPG) e videogioco di ruolo in stile occidentale, notando come le due scuole si stiano avvicinando e chiarendo come pensano di restare distinti e riconoscibili rispetto alla concorrenza americana ed europea. Ve lo dico subito: l’obiettivo è restare riconoscibili sfruttando “uno stile hentai”.

Fukaya identifica il videogioco di ruolo occidentale come quello che si concentra sugli elementi open-world, la libertà di muoversi in un mondo in modo non lineare magari con personaggi creati dal giocatore, mentre il videogioco di ruolo in stile giapponese (JRPG) sarebbe caratterizzato da personaggi e dalla trama che li riguarda. Tomizawa arriva a dire che gli elementi più importanti dei videogiochi di ruolo in stile giapponese sono i personaggi. È facile notare che il videogioco di ruolo non sia sempre stato così in Giappone (basta vedere “Final Fantasy”, “Final Fantasy 2” e la serie “SaGa”), ma è effettivamente vero che questi distinzione, seppur semplicistica, è oggi largamente condivisa nell’opinione di pubblico e autori. Aonuma disse che il nuovo “The Legend of Zelda: Breath of the Wild”, sarebbe stato diverso dagli altri capitoli della serie come il cibo occidentale è diverso da quello giapponese, e infatti il gioco comprende elementi open-world. Anche qui, possiamo notare che gli elementi open-world sono assenti da anni nella serie, ma erano l’ingrediente principale del primo “The Legend of Zelda”.

Per Fukaya i videogiochi di ruolo occidentali e giapponesi (JRPG) si stanno però fondendo: “The Witcher 3: Wild Hunt” e “Fallout 4” sono open-world, ma hanno personaggi ben caratterizzati, e “Xenoblade Chronicles X” ha una storia fondata sui personaggi, ma il protagonista è creato dal giocatore. “Final Fantasy 15” è un ulteriore esempio di come il Giappone si stia avvicinando all’open-world che Fukaya trova caratteristico del videogioco occidentale e, aggiungo io, si potrebbe dire lo stesso di “Dragon’s Dogma”. Questi giochi sono pensati per un mercato globale, per soddisfare un pubblico molto ampio. Ma per Tomizawa è necessario mantenere i due stili distinti: i videogiochi di ruolo in stile giapponese devono migliorare il loro aspetto grafico, ma senza tendere al realismo dei giochi occidentali e concentrandosi invece su uno “stile hentai”. E qua ammetto di non aver capito. Avrà sbagliato il giornalista di Dual Shockers a riportare la notizia? Avrà sbagliato il traduttore di Tomizawa? Ha davvero detto “hentai style”? “Hentai” (“pervertito”) è un termine che si usa, ma solo in Occidente, per identificare videogiochi, fumetti e cartoni animati pornografici e giapponesi.