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Abzù – Recensione

Abzù non è un titolo scelto per caso, ma la combinazione di due antiche parole sumere che, messe insieme, riassumono il concetto di “Oceano della Saggezza”. E lo si capisce solo giocandolo il nuovo titolo di esplorazione sottomarina sviluppato dal team indipendente di Giant Squid, sotto la direzione di Matt Nava, art director presso ThatgameCompany per titoli del calibro di Flower e Journey, che è letteralmente figlio dello stile che ha contraddistinto questi due titoli su piattaforme PlayStation. In un certo senso, se fosse il quarto capitolo della “saga” iniziata con Flow non ci sarebbe davvero niente da dire, perché per stile di gameplay e narrazione questo Abzù si inserirebbe in modo semplicemente perfetto. Si tratta invece di un progetto a parte, che però deve tanto a quelli che possono essere considerati i suoi predecessori spirituali e proprio alla nicchia di pubblico che li ha apprezzati vuole rivolgersi.

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Abzù – Recensione: A caccia di misteri perduti tra le profondità marine

Ed è davvero difficile parlarne, perché Abzù, come Journey e Flower, è più un’esperienza da vivere che un semplice videogioco. A un occhio esterno può sembrare un’esagerazione, e me ne rendo conto, ma credo fortemente che solo in questo modo si possano catalogare prodotti del genere. Il gameplay è in fondo ridotto all’osso: tutto ciò che si richiede al giocatore è di prendere il controllo del proprio alter-ego, una creatura umanoide in grado di respirare sott’acqua, e iniziare ad esplorare le profondità dell’oceano per riportare alla luce segreti sepolti da epoche ormai dimenticate. Ma la fauna marina circostante non è lì solo da splendido contorno, peraltro realisticamente riprodotta in tutte le sue caratteristiche (catena alimentare compresa), anzi si interfaccia direttamente con il giocatore, che viene accompagnato in maniera dolce e maestosa all’interno di forti correnti oppure può lasciarsi trasportare semplicemente aggrappandosi al dorso degli animali.

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Ma in Abzù non c’è alcun obbligo evidente, nessuna scritta che indichi cosa fare o dove andare: lo si intuisce, perché in fondo lo scopo è abbastanza evidente fin dall’inizio (specialmente per chi avesse giocato Journey e Flower), tuttavia viene anche lasciata una discreta libertà di scelta. Si può decidere, ad esempio, di sedersi sul capo di una statua sommersa dalle acque e meditare, mentre si osserva l’ecosistema circostante che semplicemente compie il suo corso. Oppure mettersi alla ricerca degli oggetti da collezione presenti. Non ci sono parole, non ci sono scritte, non ci sono narratori fuoricampo. Ci sono solo i resti di una società antica, che ne raccontano costumi e usanze tramite disegni al muro e raffigurazioni, mentre vengono svelati pian piano liberandoli da quella che sembra essere una sorta di maledizione. Qui si riconosce il sistema già messo all’opera in Journey nello svelare la storia di una civiltà del tempo passato, ma pure la rinascita ammirata in Flower: anche qui in fondo, non appena liberata, la natura si riappropria di ciò che è sempre stato suo.
Ed è tutto estremamente poetico: immaginate il sordo rumore delle profondità marine, rotto soltanto da qualche sporadica corrente, dai movimenti imponenti dei grandi cetacei e da una colonna sonora meravigliosa che accompagna splendidamente e senza intoppi ogni momento. Un pacchetto perfetto, arricchito da uno stile visivo unico e accattivante, che regala due-tre orette di pace e riflessione, fino ad arrivare all’emozionante e commovente sequenza finale che, carica di tutta l’esperienza accumulata durante il proprio viaggio, accompagna dolcemente agli improvvisi e forse troppo vicini titoli di coda.

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Abzù – Recensione: Commento finale

Abzù ha la leggiadria e la spensieratezza di Flower, ma anche il senso del viaggio e della scoperta che hanno caratterizzato Journey. Per quanto forse fin troppo simile ai titoli ThatGameCompany, siamo di fronte a una delle più belle sorprese del 2016: un prodotto emozionante, intenso, a tratti persino commovente senza perdersi mai in dialoghi e parole. Sono soltanto i suoni delle profondità marine dell’oceano, i riaffioranti resti di una civiltà perduta e un’incantevole colonna sonora a raccontare essenzialmente un’avventura straordinaria e troppo breve.

Abzù è disponibile per PC e PlayStation 4 soltanto in formato digitale tramite Steam e PlayStation Network.