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Gipi disegna Destiny

Gian Alfonso Pacinotti, meglio conosciuto come Gianni Pacinotti, meno conosciuto come Gipi è uno dei più importanti fumettisti italiani (e non italiani) viventi. Se non lo avete mai letto ma vi piacciono i fumetti vi consiglio di rimediare il prima possibile recuperando capolavori come “Appunti per una storia di guerra”, ottimo anche per chi vuole imparare come si scrive una storia a fumetti o una storia in generale, e “L.M.V.D.M. La mia vita disegnata male”, opera manifesto che è attualmente il vertice della sua carriera e della sua poetica (entrambe edite da Coconino Press). Gipi, celebre per la sua abilità con l’acquerello, fa poi illustrazioni per riviste (Internazionale) e quotidiani (La Repubblica) e ha realizzato la grafica del gioco di carte da lui stesso creato, “Bruti”, che tradisce la sua passione per i “Dark Souls” e per i videogiochi in generale. E qui arriviamo alla sua collaborazione per “Destiny”.

Gipi ha infatti collaborato con Acrivision realizzando quattro immagini dedicate a “Destiny” di Bungie, che a quanto pare l’artista conosce piuttosto bene (non ne sono stupito). Le opere entreranno a far parte permanentemente del catalogo del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, dove “Destiny” è rappresentato tra i contenuti multimediale della sezione dedicata allo spazio. Come Gipi stesso racconta nel comunicato stampa che ho ricevuto da Activision la prima immagine lo rappresenta nelle vesti di Guardiano, la seconda rappresenta un Guardiano misterioso, la terza mostra un EXO e la quarta raffigura Lord Saladin. Le immagini mi sono state consegnate da Activision in disordine e spero di aver interpretato correttamente le indicazioni dell’autore.

“Per me, il bello di questo gioco è la possibilità di costruire un proprio avatar virtuale e in questo senso le possibilità date dalla customizzazione dei personaggi di Destiny fanno sì che ognuno possa realizzare un essere fantastico che lo rappresenta. Mi sono divertito, ad esempio, a fare quello che è una specie di autoritratto in veste di Guardiano nel primo disegno, mentre nel secondo, un altro Guardiano più ammantato di mistero, nel terzo ho mantenuto l’atmosfera lugubre degli EXO e nel quarto, ho ricreato un eroico e potente Lord Saladin.”

Gipi continua poi il discorso, affrontando le influenze che il design e la grafica dei videogiochi stanno avendo su disegno, illustrazione e fumetto, in cui sono diventati inevitabile metro di paragone. I mondi esplorati nei videogiochi diventano una seconda vita a cui richiamarsi durante la creazione artistica, una nuova possibilità per esperienze che hanno valore uguale a quelle reali nella mente dell’artista.

“La grafica dei videogiochi, oggi, non ha soltanto raggiunto livelli tecnici altissimi ma sta diventando un inevitabile metro di paragone per chiunque lavori nel disegno, nell’illustrazione, nel fumetto.Spesso mi trovo a disegnare pensando al design di un personaggio o alla resa dei paesaggi nei giochi in 3D in prima persona. È come se la realtà, che da sempre è un termine di paragone, un’ispirazione e un confronto per chi lavora con le arti visive si fosse espansa al mondo della rappresentazione digitale. Nel disegnare un cielo stellato di fantasia è possibile ritrovarsi a pensare, con simili intensità, ad un reale cielo stellato visto durante una vacanza giovanile al mare come al cielo intorno ad una stazione orbitante attorno alla quale si è svolazzato in un gioco.Non so ancora se questo è un bene o un male per un disegnatore moderno, ma è quello che mi capita spesso e con il quale devo fare i conti. Spesso questo accende nuove sfide che mi portano a cercare di migliorare le tecniche o provare nuove strade e in questo, sicuramente, c’è un lato estremamente positivo. Se fossi solo un poco più vecchio potrei affermare che in questo si verifica però un allontanamento dalla realtà, ma per adesso continuo a pensare che sia la la realtà stessa ad essere oggi composta di piani diversi, da quello tangibile a quello digitale”.