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LaSabriGamer ambasciatore del videogioco per Unieuro… ma i giocatori non apprezzano

Pensavo sinceramente che il fenomeno LaSabriGamer si fosse rapidamente estinto, un po’ come i contenuti videoludici sul suo canale che ora parla soprattutto di pose sexy e di amore con un tale Sascha. Vedendo le sue foto su Instagram capisco inoltre che il suo pubblico sia in gran parte costituito da bambine e ragazzine e non so se ammirare una donna che ha avvicinato al videogioco una fetta di popolazione che normalmente viene esclusa da esso o arrendermi all’evidenza che questo canale YouTube non c’entri nulla col videogioco. Fate voi, ma considerate che abbiamo video fondamentali dal punto di vista della critica videoludica come “Cosa dice Sascha nel sonno? La kiss challenge?” e “Skifidol Puzz: mia sorella accetterà la sfida?” che ha il merito di sembrare il titolo italiano vero e maltradotto di un film americano. Mi stupisce vederla scelta da Unieuro come “ambasciatrice del gaming”.

Abbiamo trovato la mia area, sono al piano terra presso lo stand @unieuro vi aspetto qui fino a stasera ❤❤❤

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Unieuro ha scelto una serie di testimonial per una campagna chiamata #HumansOfTechnology che racconta il rapporto tra persone e tecnologia. Ogni testimonial è “ambassador”, “ambasciatore”, di qualcosa. Per esempio Elio e le Storie Tese è ambasciatore di TV, DVD e Home Cinema mentre ambasciatore dell’Audio è una certa Ema Stokholma, una modella prestata alla musica come Dj. Non chiedetemi perché neanche di questo: “ambassador” non porta pena. A me interessa l’ambassador #gaming, cioè LaSabriGamer, modella prestata a YouTube descritta come “vera esperta del mondo dei videogame” e accompagnata dalla tipica frase a caso (di cui però immagino lei non sia responsabile) “la vita è un gioco. Anzi, un videogioco.” E qui parte la citazione, scusatemi.

Restate sintotizzati su Webtrek per altro trash a caso! Tra i commenti su Facebook si misura, naturalmente, un certo malcontento. “Lasabrigamer ambasciatrice gaming? Siamo messi male ragazzi…molto male…” scrive Antonello Nonni. “Mettetela pure li perchè ha tanti like, follow e quel che volete. Ma definirla ambasciatrice dei gamer no vi prego.” scrive Alessandra Marusi. “ne capivo più a 6 anni di lei ora, ormai guardano solo i numeri del canale youtube senza capire realmente se ne sanno qualcosa” scrive Francesco Borzellieri. Per citare solo alcuni dei commenti più apprezzati.

Difficile dividere le opinioni di persone sinceramente preoccupate per la fama di influencer non preparati in ambiti complessi come quelli del videogioco (o dell’arte in generale) da quelle dei maschilisti di passaggio innervositi dalla sola apparizione di una donna, ma segnalo la presenza anche di ragazze (come Alessandra Marusi citata sopra) che hanno giudicato la scelta poco felice. Unieuro ha, da parte sua, uno o più eroici responsabili delle gestione dei social media che hanno risposto punto per punto alle critiche degli utenti Facebook, raccontando come LaSabriGamer sia una persona che unisce tecnologia e umanità perché “usa molto la tecnologia (gioca, fa i video, edita i video, utilizza molto bene i social ect [sic])” e ha un bel rapporto con i fan che incontra spesso e per cui spende molto tempo, offrendo agli utenti che si sentono persino più adatti di lei per essere descritti come #HumanOfTechnology l’occasione per raccontarsi. Ed esistono anche persone che la difendono: Dana Pavan, per esempio precisa che “L’esperienza in ambito videoludico, ce l’ha, ragazzi. La state giudicando perché è una bella ragazza, perché fa anche la modella, perché ha un modo di parlare dell’argomento molto easy e spesso indirizzato ad un pubblico giovane… e soprattutto perché vi piace giudicare e spalare merda senza cognizione di causa, in particolare quando si tocca l’argomento “ragazza videogiocatrice”, ma credetemi che una buona dose di cultura e di esperienza sull’argomento, ce l’ha.” E Sascha Burzi commenta “Bello facebook, escono tutti i “migliori” quando si elogia qualcuno!Ovviamente criticando senza mai informarsi su chi sia o quanta competenza abbia. Webeti ovunque. Povera Italia.”… ehi no aspettate questo Sascha è il suo ragazzo!

Io credo che sia purtroppo difficile distinguere i vari lati della vicenda. L’ambiente dei videogiochi è molto conservatore, spesso esplicitamente ostile verso le donne e, soprattutto, verso ragazze belle che vivono con una certa spensieratezza la loro sensualità e la loro sessualità. A una modella piacciono i videogiochi? Non può essere vero, non può essere una vera videogiocatrice! Vuole parlare di videogiochi in un canale YouTube pieno anche di video simpatici che aiutino le persone, i ragazzini, le ragazzine ad avvicinarsi a questo mondo? Non può essere una vera videogiocatrice! D’altra parte YouTube ha fatto nascere una categoria di personaggi che più che influencer dovrebbero essere chiamati “influenced” e che, strettamente uniti a produttori e grandi catene, servono da promotori e da ingrediente per martellanti campagne pubblicitarie (segnalate da scritte come “video in collaborazione con”) scarsamente controllate.