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Nintendo Switch: perché nessuno pensa ai bambini?

Che ne pensate del video di presentazione del Nintendo Switch? Per me ha due meriti: ha mostrato il punto di forza della console, il suo essere un ibrido tra console casalinga e console portatile, e ha fatto concentrare la discussione non tanto su dati come potenza, TeraFLOPS e GPU ma su come si possa usare la console per giocare. Un genere di discussione che avviene solo con le console Nintendo: ricordate la sorpresa nello scoprire il Nintendo 3DS e il suo doppio schermo, o lo Wiimote dello Wii? Guardate invece il video di Project Scorpio: non viene detto a cosa serve, cosa fa, in che modo darà nuove possibilità ai videogiocatori, e l’unica informazione inserita con chiarezza è la potenza, i suoi 6 TeraFLOPS. Non importa nanche che i videogiocatori non sappiano esattamente cosa siano i TeraFLOPS. Ma Nintendo ha anche un’altra differenza (collegata a questa) rispetto a compagnie come Sony e Microsoft: si rivolge a un pubblico di famiglie e bambini.

I bambini come videogiocatori da Nintendo Wii a Wii U

Nintendo, all’epoca del lancio del Nintendo DS (2004) e dello Wii (2006), capì che invece che concentrarsi sul mercato di quei giocatori definiti “hardcore”, un mercato destinato a restringersi gradualmente e a diventare sempre più conservatore, la strategia giusta era aprirsi ai giocatori definiti “casuali”, ai bambini, ai genitori e alle zie, reinventando i controlli e l’accessibilità. Nintendo 2DS, oltre a essere una versione economica del Nintendo 3DS, nasce anche per dare un prodotto più adatto ai bambini, troppo piccoli per la stereoscopia e per le fragili cerniere del Nintendo 3DS. Eppure, come è stato notato su internet (qua trovate una discussione Reddit a riguardo), nel primo video del Nintendo Switch i bambini sono totalmente assenti.

Certo, esistono titoli per bambini anche su Xbox One e PlayStation 4, come “Skylanders Imaginator” o “Minecraft”, ma queste console si sono via via concentrate su un pubblico sempre più adulto, uso a controlli complessi e radicati tra i videogiocatori esperti e a contenuti ormai maturi. Allo stesso tempo, i bambini si sono progressivamente allontanati da PC e console spostandosi sui dispositivi mobili. Secondo due ricerche di Common Sense dal 2011 al 2013 i bambini sotto gli otto anni hanno modificato le loro abitudini giocando meno a videogiochi in generale ma aumentando l’uso di smartphone e tablet, e secondo uno studio di NPD Group del 2015 la situazione si è ulteriormente evoluta negli anni seguenti. Nel 2013 il 67% dei bambini (2-17 anni) giovava al PC e una percentuale simile (67%) giocava alle console, mentre nel 2015 solo il 45% dei bambini gioca al PC, le console sono scese al 60% e, intanto, i dispositivi mobili sono arrivati al 63% diventando la piattaforma di gioco preferita sotto i 18 anni. Secondo NPD Group il PC, uno strumento presente in ogni casa, è stato sosituito dai dispositivi mobili come ingresso dei bambini al mondo del videogioco: da piccoli non si gioca più sul PC dei genitori, ma sul tablet dei genitori. Di recente Square Enix non ha avuto timore a dire che i dispositivi mobili sono le console del futuro.

I bambini come videogiocatori da Nintendo Wii U a Nintendo Switch

Nintendo Switch arriva in un’industria dei videogiochi totalmente diversa da quella in cui nel 2004 e nel 2006 arrivarono Nintendo DS e Wii, e in questo ha influito anche la crisi economica mondiale, che ha contribuito a spostare i videogiocatori dai videogiochi a prezzo pieno per console ai videogiochi free-to-play per cellulare, distruggendo il mercato giapponese delle console. Non è così strano, quindi, che Nintendo Switch sembri rivolgersi ad adulti, cercando di colmare il vuoto che esiste tra i dispositivi mobili (ancora poco potenti e poveri di offerta in termini di qualità e varietà di game design) e PlayStation 4 e Xbox One con le loro più potenti PlayStation 4 Pro e Project Scorpio. Nintendo potrebbe aver deciso di smetterla di considerare le famiglie come suo pubblico di riferimento, uniformandosi alle posizioni di Sony e Microsoft.

Se recuperiamo il primo video con cui Nintendo mostrò il GamePad dello Wii U (lo vedete qua sopra) notiamo una identica assenza di bambini, ma in esso l’attenzione era comunque rivolta a situazioni quotidiane, a usi del GamePad dello Wii U che poco c’entrano col videogioco: il GamePad usato per pesarsi ed esercitarsi, il GamePad usato per vedere video, il GamePad usato per fare videochiamate… Nintendo Switch invece si inserisce nella vita quotidiana delle persone facendole giocare. Lo Wii U fu in seguito, sin dalla prima pubblicità (che trovate qua sotto), promosso chiaramente verso bambini e famiglie, e non posso certo escludere che, dopo la presentazione, anche la promozione del Nintendo Switch vada in questa direzione. Ma è un dato di fatto che i bambini siano un pubblico sempre meno presente nel mercato dei videogiochi per PC e console.