Oculus Connect 3: Touch, videogiochi e requisiti minori per Rift

Ieri durante il suo evento Oculus Connect 3 Oculus VR (cioè Facebook, che ha comprato Oculus nel 2014) ha finalmente mostrato un visore per la Realtà Virtuale maturo. È sempre il solito Oculus Rift, ma con l’arrivo di Oculus Touch (il controller) e dei sensori aggiuntivi ora sembra pronto a rivaleggiare anche con il suo rivale HTC Vive. Inoltre, grazie a una nuova tecnologia (“Asynchronous Spacewarp”) Oculus Rift gira ora su computer nettamente meno potenti (e costosi) rispetto a quelli descritti inizialmente dai suoi requisiti minimi. Sono state poi annunciate Oculus Earphones per Oculus Rift (saranno distribuite dal 6 dicembre a $49) e, parlando invece di sofware, sono stati presentati Oculus Avatar (una “identità persistente” per gli utenti Oculus) e le social app Oculus Parties e Oculus Rooms. Per finire, sono stati annunciati tre nuovi videogiochi compatibili con l’Oculus Touch: “Arkitka.1”, “Lone Echo” e “Robo Recall”.

Oculus Connect 3: Oculus Touch

I controller Oculus Touch saranno disponibili dal 6 dicembre al costo di $199 (insieme a “VR Sports Challenge” e “The Unspoken” per chi lo pre-acquisterà) o, insieme a Oculus Rift, a $798. Questo rende effettivamente l’Oculus Rift, nella sua forma più completa, costoso quanto il rivale HTC Vive, ma gli fa recuperare il suo svantaggio iniziale rendendolo capace di gestire la Realtà Virtuale in una scala maggiore. Ora il gioco e l’uso dell’Oculus Rift non saranno più limitati alla scrivania ma si estenderanno a una stanza intera grazie all’uso del secondo sensore incluso nell’acquisto di Oculus Touch. Aggiungendo un ulteriore terzo sensore, che sarà disponibile dal 6 dicembre a $79, sarà inoltre possibile muoversi a 360 gradi senza rischiare che l’Oculus Rift perda di vista la nostra posizione.

Oculus Connect 3: Asynchronous Spacewarp

Se inizialmente Oculus Rift necessitava di una Nvidia GTX 970 (o AMD 290) e di un Intel i5-4590 per girare decorosamente ora Facebook, grazie alla nuova API “Asynchronous Spacewarp”, ha potuto abbassare i requisiti a Nvidia 960 e Intel i3-6100 (o AMD FX4350). “Asynchronous Spacewarp”, secondo il CEO di Oculus Brendan Iribe, permette di far arrivare 90 fotogrammi al secondo al visore Oculus Rift pur partendo da solo 45 fotogrammi al secondo nativi: ogni coppia di fotogrammi generata viene analizzata e viene generato un fotogramma artificiale aggiuntivo basato sul movimento che l’utente sta compiendo. D’ora in poi, quindi, sarà possibile usare l’Oculus Rift su computer da $499, come il nuovo PC Oculus-ready assemblato appositamente da Cyberpower e presentato durante l’Oculus Connect 3. È un prezzo pari alla metà di quanto costava originariamente un PC capace di far girare il Rift e ASUS, Alienware, Lenovo e Aorus avranno persino laptop certificati Oculus-ready.

Oculus Connect 3: Facebook VR

Zuckerberg, ora proprietario di Oculus VR, è intervenuto a Oculus Connect 3 per presentare quella che è sostanzialmente l’app VR di Facebook (ma che non ha ancora il nome). L’app ha chat vocale, sistema per simulare le espressioni facciali premendo i bottoni dell’Oculus Touch (ma gli avatar hanno un aspetto stilizzato, come i Mii Nintendo) ed è direttamente legata a Facebook stesso. Nella demo mostrata i partecipanti a una chat room (che poteva teletrasportarsi in luoghi come il fondo dell’Oceano o Marte) condividevano video, ricevevano videochiamate tramite Facebook Messenger, giocavano a scacchi e carte e duellavano con le spade facendole materializzare disegnandole nello spazio. È chiaro che Facebook voglia mostrare il lato più sociale della Realtà Virtuale e dimostrare che non si tratta di un’esperienza per forza alienante e solitaria come normalmente intesa e raccontata.

Oculus Connect 3: Visore wireless

Zuckerberg ha mostrato anche un nuovo visore wireless, specificando che si tratta solo di un prototipo e che lo sviluppo è ancora all’inizio. Il visore non necessiterà di cavi o sensori esterni per identificare la posizione e il movimento di chi lo usa. L’obiettivo di Zuckerberg è creare dei visori piccoli e leggeri con tracciamento di occhio e mano integrato, capaci di essere portati con noi e di funzionare sia per la Realtà Virtuale sia per la Realtà Aumentata.

Oculus Connect 3: Nuovi giochi per Oculus Touch

Infine sono stati mostrati tre nuovi giochi pensati per l’Oculus Touch: “Robo Recall di Epic, “Arktika 1” di 4A Game e “Lone Echo” di Ready at Dawn. Si tratta di giochi AAA, ad alto budget, che difficilmente diventeranno mai un profitto per Oculus VR o avranno una distribuzione sufficiente, ma l’intento di Facebook è, probabilmente, quello di valorizzare l’Oculus Rift e mostrarne le capacità. “Robo Recall” è uno sparatutto in prima persona caratterizzato da un certo umorismo e sarà disponibile gratuitamente, per tutti i possessori di Oculus Rift, a partire dal primo quadrimestre del 2017. Qua trovate il suo trailer.

“Arktika.1” di 4A Games, autori di “Metro 2033” e “Metro: Last Light” è stato il secondo gioco presentato. Sarà disponibile nel secondo quadrimestre del 2017 ed è ambientato in Russia durante una fredda apocalisse che ha portato mutazioni tra gli uomini. L’intenzione di 4A Games è di proporre in “Arktika.1” non solo le atmosfere russe e post-apocalittiche di “Metro 2033” ma lo stile dello studio, la sua capacità di creare sparatutto dalla grande ambientazione. Sparatutto, cioè, che potrebbero giovarsi immensamente della Realtà Virtuale e della sua immersione.

Ready at Dawn, autori del sottovalutato “The Order: 1886”, hanno presentato “Lone Echo”, un videogioco fantascientifico a gravità zero descritto sul suo sito ufficiale come “azione mulitplayer a ritmo elevato in ambiente privo di gravità”. Se guardando il trailer qua sotto o avendo giocato “The Order: 1886” vi aspettavate qualcosa di più narrativo potreste insomma rimanere delusi, anche se si parla anche di una “avventura immersiva”.

https://www.youtube.com/watch?v=LoV5p8ddTT4

Dove è Palmer Luckey?

Infine, una nota più di colore: il co-fondatore di Oculus VR, Palmer Luckey, non era a quanto pare presente all’evento. Probabilmente la causa è stata la polemica scatenata dalla sua partecipazione, come fondatore, finanziatore e vice-presidente, a Nimble America, una campagna organizzata dal GamerGater Milo Yiannopoulos e indirizzata a “lanciare merda” (“shitposting”) su Clinton e promuovere Trump. Alcuni sviluppatori hanno risposto abbandonando il supporto a Oculus Rift a causa delle posizioni razziste e xenofobe di Trump e della natura diffamatrice dell’azione di Nimble America, e Luckey si è scusato con un post pubblico su Facebook per poi scomparire. Durante Oculus Connect 3 ci sono stati espliciti richiami alla diversità e alla necessità di un ambiente inclusivo e diversificato tra gli sviluppatori per la Realtà Virtuale nel tentativo di dimostrare, come già affermato, che le posizioni di Luckey (ancora parte di Oculus VR) non rappresentano l’indirizzo della compagnia.

[Fonti: Polygon (1, 2, 3), Gizmodo, Ars Technica]