Con la fusione Wind e 3 Italia, via 1.500 posti di lavoro

La fusione tra Wind e 3 Italia potrebbe portare grandi ripercussioni sul personale che si trova attualmente impiegato nelle due aziende. Già, perché l’unione dei due operatori potrebbe venire a costare la bellezza di 1.500 posti di lavoro.

Il progetto di fusione su cui la Commissaria Ue Margrethe Vestager si è espressa favorevolmente, potrebbe portare sì alla nascita del terzo grande polo della telefonia mobile. Ma le risorse necessarie per gestire un’organizzazione nuova, così grande e per certi versi così diversa al suo interno (appunto perché frutto di due realtà fino a poco prima indipendenti) saranno tante e importanti.

Con la ridefinizione dell’assetto societario, insomma, sembra proprio non si riesca a fare a meno di licenziare 1.500 dipendenti, che equivalgono poi al 16% della forza lavoro di entrambe le aziende. Non si sa ancora però se il taglio ci sarà per davvero e quali reparti andrà a colpire.

Questa imponente sforbiciata della forza lavoro dovrebbe comunque prendere il via da metà 2017 con una serie di esuberi volontari, incentivati con somme che corrisponderanno probabilmente fino a quattro annualità di stipendio per le quali pare sia stato messo a punto un budget di circa 500 milioni di euro. L’idea prevalente sarebbe dunque quella di ricorrere agli esuberi volontari, e solo se non si riusciranno a smaltire le risorse in questo modo, la nuova Wind-3 Italia si vedrà costretta a procedere con i licenziamenti veri e propri.

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