Deep Silver: Homefront ci ha insegnato a lanciare i giochi quando sono pronti

Un grande #premioGAC a Deep Silver che ha spiegato quali secondo la compagnia siano stati i problemi di “Homefront: The Revolution”, sparatutto in prima persona open-world funestato da una serie di gravi problemi tecnici (e da altri guai di cui abbiamo diffusamente parlato nella nostra recensione). In una intervista con MCV Paul Nicholls, direttore marketing di Deep Silver che ha prodotto “Homefront: The Revolution”, ha ammesso che il gioco ha avuto un successo inferiore a quanto sperato, non incontrando il favore della critica (ha un Metascore di 48/100 su PlayStation, 49/100 su Xbox One e 54/100 su PC) e del pubblico.

“Ve ne potete accorgere guardando il mercato di ora: la qualità è la regina assoluta e qualche grande marchio sta faticando con i numeri di vendita in questo momento. Abbiamo imparato molte lezioni riguardo a cosa dobbiamo fare nel futuro. Non si tratta solo della qualità del prodotto, ma anche di quando viene lanciato sul mercato.” Secondo Deep Silver oggi, con le patch che hanno arricchito e corretto “Homefront: The Revolution”, il gioco riesce finalmente a soddisfare i suoi videogiocatori. “Stiamo ricevendo un sacco di risposte positive rispetto a quando lo abbiamo lanciato, e probabilmente abbiamo imparato soprattutto la necessità di azzeccare il momento del lancio”.

Insomma, Deep Silver ha finalmente capito che per creare un gioco di successo è importante lanciarlo quando è pronto, quando i suoi problemi tecnici sono risolti e ci si sente sicuri della sua qualità. Va detto che “Homefront: The Revolution” ha avuto una storia veramente travagliata, con un primo capitolo deludente, il fallimento di THQ e l’acquisizione da parte di Crytek e poi l’ulteriore passaggio a Deep Silver. Uno sviluppo difficile che sicuramente avrebbe avuto bisogno di più tempo per essere perfezionato.