Call of Duty Infinite Warfare ha ora meno giocatori di Black Ops 3 su Steam – Videogame Charts Weekly

Questo episodio settimanale di Videogame Charts Weekly è dedicato in gran parte a “Call of Duty: Infinite Warfare” e alla interpretazione dei suoi risultati di vendita rispetto agli altri episodi della serie “Call of Duty” (e soprattutto rispetto a “Call of Duty: Black Ops 3”) e affronta il tracollo di giocatori che “Call of Duty” ha subito questo anno, tracollo a cui hanno contribuito diversi fattori. C’è comunque spazio anche per dare uno sguardo a come è andato “Final Fantasy 15” in Giappone, leggendo la salute della serie di Square Enix come un importante indicatore della salute del mercato giapponese delle console (spoiler: non sta molto bene), e per avere qualche risultato conclusivo sulle vendite di “Watch Dogs 2”, che non pare aver neanche sfiorato i numeri di “Watch Dogs” originale.

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Call of Duty Infinite Warfare ha meno giocatori Steam di Black Ops 3

L’arrivo di “Call of Duty: Infinite Warfare” su Steam è stato pessimo, e il gioco ha avuto al lancio il 76% di giocatori in meno di “Call of Duty: Black Ops 3” del 2015 [fonte: GitHyp]. L’anno scorso, “Call of Duty: Black Ops 3” ottenne un ottimo risultato, superando nel lungo periodo le vendite del precedente “Call of Duty: Advanced Warfare” e opponendosi così alla progressiva perdita di giocatori che la serie subisce a ogni episodio. “Call of Duty: Black Ops 3” fu, al lancio, il quarto gioco più giocato su Steam, con 63.681 giocatori contemporaneamente connessi in media ogni ora durante il suo primo fine settimana. Il fine settimana successivo al lancio (avvenuto per entrambi i “Call of Duty” di venerdì a inizio novembre) “Call of Duty: Infinite Warfare” ha avuto invece 15.280 giocatori connessi in media ogni ora su Steam, fermandosi al ventisettesimo posto nella classifica dei giochi più giocati.

Come ho osservato in un altro articolo, “Call of Duty: Infinite Warfare” ha smarrito su Steam più dell’80% del pubblico conquistato da “Call of Duty: Black Ops 3”, e la situazione è continuata a peggiorare al punto che ora “Call of Duty: Black Ops 3” dell’anno scorso è giocato su Steam più di “Call of Duty: Infinite Warfare”, che non riesce a recuperare lo svantaggio neanche durante i fine settimana. Alcuni fattori assenti l’anno scorso possono leggermente falsare questo confronto. Intanto, “Call of Duty: Infinite Warfare” è uscito, nelle sue edizioni Legacy, Digital Legacy e Digital Deluxe, insieme a “Call of Duty: Modern Warfare Remastered”, e alcuni giocatori possono essersi poi dedicati unicamente a quest’ultimo gioco abbandonando il nuovo “Call of Duty: Infinite Warfare”. Ma anche considerando che tutti i giocatori che ogni giorno si dedicano a “Call of Duty: Modern Warfare Remastered” abbiano totalmente abbandonato “Call of Duty: Infinite Warfare” (cioè considerando che non ci siano sovrapposizioni tra i due gruppi e semplicemente sommandoli) il totale di giocatori dei “Call of Duty” del 2016 fatica a raggiungere negli ultimi giorni i numeri di “Call of Duty: Black Ops 3”.

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Dati tratti da GitHyp (migliaia di utenti giornalieri).

In secondo luogo, bisogna considerare che “Call of Duty: Infinite Warfare” non è giocabile su PC solo attraverso Steam, a differenza di “Call of Duty: Black Ops 3”: “Call of Duty: Infinite Warfare” è venduto anche su Windows Store. Siccome i miei dati si basano su GitHyp, che misura l’attività di Steam, e siccome non sono disponibili dati sull’attività dei giocatori Windows 10, questi utenti attivi mi sono invisibili. Possiamo però presupporre che siano trascurabili: almeno un utente ha testimoniato di essere stato rimborsato da Microsoft dopo l’acquisto di “Call of Duty: Infinite Warfare” (con “Call of Duty: Modern Warfare Remastered”) dopo aver scoperto che i server della versione Windows Store dei giochi (server separati da quelli della versione Steam per decisione di Activision) erano quasi totalmente vuoti.

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Call fo Duty Infinite Warfare ha venduto il 50% di copie fisiche in meno rispetto a Black Ops 3

Oltre al totale dei giocatori Steam anche le vendite di edizioni fisiche di “Call of Duty: Infinite Warfare” sono sensibilmente inferiori alle vendite delle edizioni fisiche di “Call of Duty: Black Ops 3”. Divulgando parte dei dati riservati forniti da NPD (che ogni mese dà le vendite delle edizioni fisiche dei videogiochi in America) Doug Creutz, analista del Cowen Group, e un’altra fonte sostengono che “Call of Duty: Infinite Warfare” abbia venduto in America al lancio la metà delle edizioni fisiche che aveva venduto l’anno scorso, nello stesso periodo di tempo, “Call of Duty: Black Ops 3” [Fonte: CNBC]. Per l’esattezza, la vendita di edizioni fisiche è diminuita del 51%. Una differenza non troppo distante da quella già vista nel Regno Unito, dove “Call of Duty: Infinite Warfare” ha venduto al lancio il 48,4% di edizioni fisiche in meno rispetto a “Call of Duty: Black Ops 3”.

Questi dati sono, però, parziali. CNBC e Gfk Chart-Track, da cui provengono le classifiche di vendita del Regno Unito che pubblico ogni settimana, misurano solo le edizioni fisiche, e sappiamo che il peso del digitale aumenta di anno in anno. I giocatori che transitano su Steam sono però tutti quelli che possiedono una versione PC del gioco (esclusi, come ho scritto sopra, i pochi acquirenti della versione per Windows Store), indipendentemente dal fatto che abbiano comprato “Call of Duty: Infinite Warfare” in versione fisica o in versione digitale. È immaginabile uno scenario in cui “Call of Duty: Infinite Warfare” stia andando male su PC, sia nella versione fisica sia nella versione digitale, e su console, ma solo in versione fisica, mentre tutti i giocatori mancanti si siano spostati su console e abbiano comprato il gioco in digitale, dove i dati in nostro possesso non possono vederli. È però uno scenario molto poco probabile.

Le ragioni per questo tracollo possono essere molteplici, ma quattro possono essere considerate le principali. Uno. “Call of Duty: Black Ops 3” è stato distribuito anche su PlayStation 3 e Xbox 360, mentre “Call of Duty: Infinite Warfare” è disponibile solo sulle console attuali (PlayStation 4 e Xbox One). Considerando che la somma di PlayStation 3 e Xbox 360 dà un totale di più di 168 milioni di console al mondo, mentre la somma di PlayStation 4 e Xbox One dà un totale di circa 75-80 milioni di console, Activision ha praticamente ridotto a un terzo i possibili acquirenti console di “Call of Duty: Infinite Warfare” con questa scelta, e ha ridotto il bacino di possibili utenti console, rispetto a quello goduto da “Call of Duty: Black Ops 3”, da 213 milioni (somma approssimata di PlayStation 3, Xbox 360, PlayStation 4 e Xbox One a novembre scorso), a 75-80 milioni di persone.

Due. “Call of Duty: Black Ops” è l’unica sotto-serie di “Call of Duty” attualmente in svolgimento e conosciuta, mentre gli altri capitoli sono stati per ora episodi unici. Dopo “Call of Duty: Modern Warfare” la sotto-serie di “Call of Duty” realizzata da Infinity Ward è stata prima “Call of Duty: Ghosts” (un solo episodio) e ora “Call of Duty: Infinite Warfare”, mentre Sledghehammer Games ha realizzato “Call of Duty: Advanced Warfare” (che potrebbe continuare nel 2017). Treyarch ha invece continuato la fortunata serie “Call of Duty: Black Ops”, che è identificabile quasi come un marchio separato rispetto ai “Call of Duty: Warfare” (“Modern Warfare”, “Advanced Warfare”, “Infinite Warfare”…) ed è la sotto-serie di maggior successo all’interno di “Call of Duty”. Insomma, confrontare “Call of Duty: Infinite Warfare” con “Call of Duty: Black Ops 3” può essere un po’ come confrontare un nuovo marchio con una serie di lungo corso.

Tre. L’anno scorso “Call of Duty: Black Ops 3” non aveva rivali diretti. “Call of Duty: Infinite Warfare” è uscito invece insieme a “Battlefield 1”, episodio con cui “Battlefield” ha raddoppiato l’utenza al lancio rispetto a quella di “Battlefield 4”, e a “Titanfall 2”, che (pur avendo perso lo scontro) è effettivamente andato a cercare lo stesso pubblico di “Call of Duty: Infinite Warfare”, cioè gli appassionati di sparatutto fantascientifici e rapidi. Non bisogna neanche sottovalutare che venti milioni di giocatori si stanno già dedicando a un altro sparatutto multiplayer uscito nel 2016: “Overwatch”. Il mercato quest’anno è ricco di offerta.

Quattro. Al pubblico non è mai piaciuto “Call of Duty: Infinite Warfare”. Attualmente il trailer con cui fu presentato è il secondo video con più non mi piace su YouTube, e il primo trailer con più non mi piace in assoluto. Per intenderci: al primo posto c’è Justin Bieber e al terzo posto c’è quello che credo sia l’equivalente musicale della vanity press (cioè devi pagare perché qualcuno pubblichi questa roba). Mentre il ritorno alla Prima Guerra Mondiale di “Battlefiled 1” ha reso il primo trailer del gioco uno dei più apprezzati di YouTube, “Call of Duty” si è appiattatito un po’ inspiegabilmente sulla fantascienza. A cosa servono tre diverse serie (attualmente, “Advanced Warfare”, “Black Ops” e “Infinite Warfare”) se tutte  sono fantascientifiche e rappresentano una evoluzione lineare del gameplay, se non hanno sapori diversi? Perché, per esempio, Treyarch non trasforma la sua modalità zombi con non-morti, robot e draghi in un’ambientazione di gioco, perché Activision non investe sulla folle cialtroneria di cui lo studio è capace? Certo, Activision Blizzard avrà fatto accurate ricerche di mercato prima di iniziare lo sviluppo parallelo di tre diverse serie fantascientifiche, avrà fatto i suoi conti e avrà scoperto che il pubblico le vuole. Come sopra: magari c’è stata una corsa all’acquisto di “Call of Duty: Infinite Warfare” digitale su console, una corsa tale da pareggiare gli 80% di giocatori in meno su PC e il 50% di giocatore in meno su console che abbiano comprato l’edizione fisica. Magari c’è una maggioranza silente che non ha detestato sin dall’inizio “Call of Duty: Infinite Warfare” e Activision lo sa. Magari.

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Call of Duty è stato il gioco più venduto in digitale a Novembre in America

Ma “Call of Duty” è un gigante, e serve più di un anno negativo per toglierlo dal trono. Nonostante il forse 50% di copie in meno rispetto a “Call of Duty: Black Ops 3”, secondo SuperData [fonte: MCV] la serie ha dominato al lancio, a novembre, le classifiche digitali del Regno Unito, riuscendo di poco a superare “FIFA 17”, che ha persino guadagnato di più a novembre (grazie al Black Friday e alle microtransazioni, conteggiate da SuperData) che al lancio in ottobre. Al terzo posto abbiamo “Battlefield 1”, con circa un terzo di profitti rispetto ai primi due classificati (£4.02m rispetto ai £12.90m di “Call of Duty: Infinite Warfare” e £11.27m di “FIFA 17”), mentre al quarto posto c’è ancora “FIFA 16” e al quinto posto c’è ancora “Call of Duty: Black Ops 3”

Call fo Duty torna in testa nelle vendite fisiche nel Regno Unito

“Call of Duty: Infinite Warfare” mantiene  il primato anche nell’ultima settimana di vendite fisiche nel Regno Unito. Lo ripeto: non pensate che per una serie capace di tali numeri il tracollo voglia dire arrivare al secondo posto. “Call of Duty: Infinite Warfare” è, secondo la classificia di Gfk Chart-Track, al primo posto nel Regno Unito per vendite fisiche, seguita da “FIFA 17”, “Battlefield 1”, “Final Fantasy 15” (che perde il 75% delle vendite rispetto alla prima settimana), l’appena uscito “Dead Rising 4” (che arriva al quinto posto), “Watch Dogs 2” (che continua ad avere una coda positiva dopo un difficile lancio), “The Last Guardian” (che ha superato le vendite al lancio sia di “Ico” sia di “Shadow of the Colossus”), “Pokémon Sole”, “The Elder Scrolls 5: Skyrim – Special Edition” e, infine, “Pokémon Luna”. Faccio di nuovo notare che “Pokémon Sole” e “Pokémon Luna” sono qui considerati come due giochi diversi, o si troverebbero molto più in alto nella classifica. Forse, sempre sommati, si riveleranno essere il gioco più venduto dell’anno.

final fantasy xv

Final Fantasy 15 in Giappone

“Final Fantasy 15”, come analizzato nel precedente episodio di Videogame Charts Weekly, è stato un grande lancio per la serie di “Final Fantasy”, il migliore della serie. Ma non in Giappone. Il fatto non è che “Final Fantasy 15” sia andato male in Giappone (anzi), ma questo gioco dimostra ulteriormente quanto sia morto il mercato console di quello Stato. “Final Fantasy 15” ha venduto in Giappone, durante la prima settimana, solo 694.262 copie (di cui 690.471 su PlayStation 4, in quanto Xbox One quasi non esiste laggiù), e questo pare il peggior risultato mai ottenuto dalla serie sin da “Final Fantasy 4”. “Final Fantasy 13”, il precedente episodio principale della serie, vendette in Giappone durante la prima settimana il doppio delle copie (1,5 milioni). Come al solito, consideriamo che le PlayStation 3 in Giappone all’epoca erano 4,28 milioni, mentre attualmente le PlayStation 4 sono solo 3,1 milioni (praticamente un quarto in meno). L’uscita di “Final Fantasy 15” fa comunque tornare la PlayStation 4 in cima alla classifica delle console più vendute (110.318 unità contro le 53.414 unità del New Nintendo 3DS XL).

Watch Dogs 2

Watch Dogs 2 non raggiunge Watch Dogs

Per finire, torniamo a dare un’occhiata a “Watch Dogs 2”. Sappiamo che durante il lancio il gioco ha venduto l’80% in meno rispetto al suo predecessore, ma nonostante i buoni risultati successivi su console sembra che “Watch Dogs 2” abbia perso comunque il 61% dei giocatori PC rispetto a “Watch Dogs” [fonte: GitHyp]. “Watch Dogs 2” non è riuscito a rientrare mai tra i dieci giochi più giocati su Steam, restando dietro a “Tom Clancy’s The Division” e a “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege”, con un massimo di 18.113 giocatori in media all’ora contro un massimo di 47.000 giocatori in media all’ora del gioco originale. Ci dimentichiamo troppo spesso, però, che “Watch Dogs” originale rappresentò tutta l’aspettativa, e tutto il tradimento, delle potenzialità della nuova generazione di console (quella attuale), con finti video che ne mostravano una elevata qualità grafica e una libertà di azione assente nel gioco finito e che spinsero il gioco a diventare, sino a quel momento e nel Regno Unito, il miglior lancio mai realizzato di un nuovo marchio. Difficile pareggiare un simile risultato ora senza falsificare altri video.

Videogame Charts Weekly è la rubrica settimanale di Webtrek che osserva e interpreta gli andamenti del mercato videoludico affidandosi alle opinioni di analisti dell’industria e a siti e agenzie come SuperData ResearchGfk Chart-Track, che rende disponibile la classifica di vendita settimanale dei formati fisici dei giochi nel Regno Unito, GitHyp, che registra l’andamento dei giochi su Steam e su Twitch, e Media Create (attraverso Siliconera), che registra le vendite dei formati fisici (e di alcuni rivenditori online non specificati) in Giappone.