theShow non ha capito come funziona GAME PROTECTION di GameStop

Una generazione ha avuto la sfortuna di essere educata prima dai cosiddetti servizi giornalistici de “Le Iene” e poi dalla gente che picchia i compagni di scuola e mette il video della bravata su YouTube. La combinazione di questi due modi di intervenire sulla realtà e di rappresentarla (due modi che in realtà appartengono alla stessa mentalità, bulla e basata sulla legge del più forte, sull’umiliazione, sulla risata del branco) ha dato vita a molte esperienze che possiamo tutti i giorni trovare su YouTube, come i video del canale “theShow” che qualche giorno fa ha deciso di rendere vittima di uno dei suoi “esperimenti sociali” un GameStop, negozio di una celebre catena di rivenditori di videogiochi.

Parlo di “esperimento sociale” perché così theShow definisce le sue farse. È scritto nella presentazione del canale YouTube, che conta ben 1.516.758 iscritti, che “theShow importa in Italia, sul solco dell’esperienza americana, scherzi ed esperimenti sociali. Come reagirà l’italico popolo (laggente) a comportamenti fuori dal comune e ben oltre il limite della demenza?”. Possiamo subito notare che stiamo parlando dell’ennesima pagina o canale convinto di star combattendo contro l’ignoranza, di star mettendo in ridicolo “laggente”.

Nel video i due ragazzi di theShow, in mezzo a una lunga serie di trovate suggerite dal loro branco nei commenti al video precedente della stessa serie (che si intitola “Detto Fatto”), vanno in un GameStop e decidono di far perdere tempo alla commessa, che nel video viene mostrata senza il volto oscurato pur non avendo firmato, credo, alcuna liberatoria a riguardo. L’ordine impartito è questo: “Acquistate la Garanzia da GameStop, aprite il gioco e in un impeto d’ira rompetelo davanti al commesso, presentate la garanzia e chiedete di sostituirlo”. L’idea della commentatrice, che si firma Linda, è che la garanzia di GameStop non abbia alcun limite di applicabilità, e che quindi costringa un commesso a sostituire il gioco qualsiasi cosa accada, anche se il compratore lo distrugge volontariamente.

Il piano di theShow e di Linda ha effettivamente successo: la commessa sostituisce davvero il gioco distrutto. Non solo: il simpaticone si fa sostituire il gioco, paga nuovamente la Garanzia e, per una seconda volta, distrugge il disco pretendendo una sostituzione. E anche stavolta la commessa considera valida la Garanzia. Forse lo fa per ignoranza (siamo sotto le feste, e i GameStop assumono commessi aggiuntivi per la stagione probabilmente senza istruirli quanto necessario), forse lo fa perché non sa come comportarsi di fronte alla situazione, forse lo fa semplicemente perché “il cliente ha sempre ragione” e preferisce applicare la Garanzia senza stare troppo a discutere, ma sostituisce il gioco due volte per un danno che non è coperto dalla Garanzia di GameStop. La descrizione della “GAME PROTECTION”, la Garanzia aggiuntiva (a pagamento) di GameStop, non sembra coprire i danni volontari, ma può essere applicata a quelli “provocati accidentalmente dal Cliente”, come anche la commessa spiega nel video.

“La GAME PROTECTION è un servizio opzionale che il Cliente può acquistare presso tutti i punti vendita GameStop all’atto dell’acquisto di uno o più videogiochi. Tale servizio si aggiunge alle normali garanzie stabilite dalla legge e prevede l’impegno di GameStop a sostituire gratuitamente per una volta, entro i 12 o 24 mesi dall’acquisto, ciascun videogioco coperto dalla GAME PROTECTION che mostrasse danni di qualsiasi tipo, anche provocati accidentalmente dal Cliente o difetti di funzionamento anche non coperti dalle garanzie di legge. Possono essere coperti da GAME PROTECTION, al momento dell’acquisto presso un punto vendita GameStop, tutti i videogiochi, nuovi o usati, per qualsiasi piattaforma.”

Insomma, se pensate di poter legittimamente comportarvi come i due esecutori di theShow vi sbagliate: a loro è andata bene, ma secondo le regole di GameStop un gioco distrutto in questo modo non è coperto dalla GAME PROTECTION. O, almeno, si trova in una situazione limite che le regole di applicabilità della Garanzia però non prevedono. Inoltre, se pensate che sia divertente prendere in giro una ragazza, probabilmente pagata molto poco e comunque costretta all’interno di un ambiente di lavoro ostile come quello dei GameStop, durante le compere di Natale, se pensate che rompere un videogioco, cioè il lavoro di persone e di artisti, faccia ridere… avete probabilmente anche un pessimo senso dell’umorismo.