Canone Rai in bolletta, una mossa che premia: evasione ridotta al 4%

La riforma del Canone Rai che ha accorpato l’abbonamento tv nella bolletta elettrica, e che tanto è stata voluta dal governo Renzi, a conti fatti è stata una mossa che ha premiato. Almeno per quanto riguarda la riscossione. Prendendo in considerazione l’anno passato, che è stato il primo in cui il provvedimento è effettivamente entrato in campo, si è passati infatti da una evasione del 30% a un tasso di evasione di appena il 4%.

A riferirlo è stato il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi: “L’operazione ha funzionato meglio del previsto”, ha detto. Grazie a questo stratagemma, quindi, lo Stato ha incassato finora la bellezza di 2.1 miliardi di euro, anche se mancano ancora gli ultimi dati per poter avere un quadro della situazione davvero completo e definitivo.

Nonostante la cifra sia provvisoria, però, rimane il fatto che già con questi numeri risulta un’entrata decisamente maggiore rispetto all’anno precedente: 500 milioni di euro in più, per la precisione. E la cosa assume toni ancor più ragguardevoli se si tiene conto che i maggiori incassi non sono neanche minimamente dovuti a un aumento dell’imposta, anzi, la stessa riforma ha abbassato l’importo da pagare da 113.50 a 100 euro. E la legge di Bilancio di quest’anno prevede un’ulteriore diminuzione del balzello a quota 90 euro.

Per il 2016, il 60% dell’extragettito ottenuto andrà dritto nelle casse della Rai, mentre il rimanente 40% andrà al fondo di riduzione fiscale per la tassa sulla prima casa. Dall’anno prossimo la quota in dotazione alla Rai si fermerà al 50% e si destineranno 50 milioni di euro a favore delle tv locali e altri 50 milioni potrebbero andare a rimpolpare il mercato dell’editoria.

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