Tom Clancy’s Rainbow Six Siege è “qui per restare” ben oltre il secondo anno di supporto

Dopo la decisione di Ubisoft di prolungare per un secondo anno (e per un secondo Season Pass) il supporto a “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege” abbiamo iniziato a domandarci quale sarà il futuro, a lungo termine, di questo videogioco multiplayer. Uscito a dicembre 2015, “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege” ha avuto un inizio difficile: inizialmente ricevuto tra i dubbi degli appassionati per la trasformazione di “Tom Clancy’s Rainbow Six” in un gioco multiplayer (la serie nasce come sparatutto tattico per giocatore singolo) si è trovato essere lanciato poco dopo gli attentati a Parigi del 2015 con una campagna di marketing europea ridotta. Dopo, ha dovuto combattere contro bachi, problemi ai server e cheater.

Ne è uscito vittorioso, e dopo più di un anno “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege” ha più giocatori del momento del lancio. Ubisoft ha di recente parlato delle prospettive future del gioco, dicendo di voler raggiungere il numero di 50 Operatori, i personaggi/classe di “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege”. Ma raggiungere una tale cifra necessiterà almeno di altri due anni di supporto oltre a quanto già programmato e annunciato, e una recente intervista a PC Gamer conferma che gli obiettivi della compagnia siano ormai molto più a lungo termine: “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege” sarà, nelle intenzioni di Ubisoft, un eSport competitivo supportato, cresciuto e raffinato per molti anni.

“L’anno uno, per noi, è andato molto meglio di quanto ci aspettassimo” ha detto Alexandre Remy (che si occupa di gestire il marchio “Rainbow Six Siege”). “Penso che quando distribuisci un gioco che vuoi che abbia una lunga vita ti aspetti di avere una coda di vendite lunga. Ma noi non ci aspettavamo di veder davvero crescere il gioco dopo i primi mesi. E ora, dopo un anno, abbiamo più giocatori di Rainbow Six di quanti ne avessimo all’inizio.” Il successo di “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege”, secondo Remy, “è un dimostrazione della bontà del concetto di giochi come servizio. Credo che passare a questo genere di giochi, giochi capaci di intrattenere nel lungo periodo, capaci di premiare il tempo speso, sia un ottimo investimento.”

Remy ha spiegato che il primo anno del gioco si è concentrato solo nel mantenere i giocatori interessati e nel cercare di attirarne di nuovi (e per questo la Starter Edition di “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege” è tornata in vendita per PC su Uplay), ma ora Ubisoft vuole risolvere tutti i piccoli problemi del gioco: i difetti della interfaccia, i bachi. La volontà di rendere il gioco tanto stabile, di spendere un intero anno per perfezionarlo, fa tornare alla domanda di partenza: ci sarà un futuro per “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege” oltre al secondo anno? “Tutto ciò è chiaramente un impegno, un modo per dire che siamo qui per restare, al cento per cento.”