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Simon & Schuster cancella il libro del GamerGater Milo Yiannopoulos

Cosa rende una persona inadatta a pubblicare un libro con Simon & Schuster, una delle più grandi case editrici degli Stati Uniti d’America? Il giornalista di estrema destra Milo Yiannopoulos, redattore del sito conservatore Breitbart e promotore del movimento chiamato GamerGate, ha molestato una studentessa durante un incontro in un’università spingendola ad abbandonare la facoltà, ha finto di raccogliere soldi in beneficenza (con il nobile scopo di aiutare i ragazzi bianchi ad andare al college) e poi li ha intascati, ha creato un’organizzazione allo scopo di infangare Hillary Clinton su internet chiedendo donazione senza ancora chiarire che fine abbiano fatto quei fondi, è stato per sempre allontanato da Twitter per aver organizzato una campagna di molestie verso un’attrice… se volete un elenco di tutte le malefatte di Milo Yiannopoulos le trovate qui, con anche le fonti.

Nonostante tutto questo, e le proteste di più di cento autori, Simon & Schuster ha deciso di pagarlo per pubblicarne un libro, “Dangerous”, e ha rinunciato all’impresa solo quando la Conservative Political Action Conference ha ritirato l’invito a Yiannopoulos in seguito ad alcune sue affermazioni sull’età del consenso, definito “arbitrario e oppressivo” (va notato che negli Stati Uniti d’America l’età del consenso è 18 anni, e non 14 come da noi, ed è effettivamente trattata in modo molto rigido).

“In special modo nel mondo omosessuale alcune di queste relazioni tra ragazzi più giovani e uomini più vecchi… questo genere di relazioni formative [“coming-of-age”] in cui uomini più vecchi aiutavano questi ragazzi giovani per scoprire chi fossero e dare loro sicurezza e amore e un punto di riferimento, non potendone parlare con i loro genitori”. A seguito di queste affermazioni (per essere chiari: parlava di ragazzini sui 13-14 anni e Yiannopoulos stesso è omosessuale) Simon & Schuster ha reciso il contratto con Yiannopoulos, come annunciato sia dall’editore sia da Yiannopulos su Facebook.

[Fonte: Aljazeera]