“Nier: Automata” (2016) di Yoko Taro è il seguito di “Nier” (2010), a sua volta un seguito di “Drakengard” (2003), a sua volta seguito di “Drakengard 3” (2013) Se siete incuriositi dal nuovo episodio ma non avete tempo per rigiocarvi i precedenti o siete scoraggiati dal fatto che “Nier” venga descritto come un gioco dalle idee brillanti ma dal gameplay tedioso o semplicemente non avete, come me, una Xbox 360 o una PlayStation 3 per giocare “Nier” seguitemi in questo mio tentativo di capire, da completo ignorante della serie, la sua complicatissima trama e come i vari capitoli si colleghino tra loro. Per giocare “Nier: Automata” non è necessario conoscere gli episodi precedenti, ma a quanto pare non mancano nel gioco richiami precisi soprattutto a “Nier” (con il ritorno di alcuni personaggi), quindi meglio essere un po’ preparati. Per capire qualcosa della trama dei giochi ho usato come riferimento due video, un incentrato su “Nier” e sulle sue qualità e uno riassuntivo dell’intera storia della serie creato da ValikyrieAurora, e le wiki di “Nier” e “Drakengard”. Non dico di aver capito tutto il necessario, ma almeno le linee generali della faccenda credo di essere riuscito ad afferrarle e di poterle condividere.

Cominciamo dal mettere in ordine cronologico i vari episodi della serie: come ho accennato all’inizio il primo è “Drakengard 3”, poi c’è “Drakengard”, poi c’è “Nier” e poi c’è “Nier: Automata”. Come notate non ho citato “Drakengard 2”: non ci ha lavorato Yoko Taro ed è un seguito del primo “Drakengard” a pari di “Nier”, ma è legato a un altro possibile finale del gioco e gli appassionati tendono a non considerarlo neanche in continuity con “Drakengard 3” e “Drakengard”.

Da Drakengard 3 a Nier Automata – Drakengard 3

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“Drakengard 3” fa da prequel a tutta la serie, ma allo stesso tempo descrive eventi che mi paiono molto slegati da quelli di “Drakengard”. La serie “Drakengard” è ambientata in un passato alternativo del nostro mondo, sconvolto dall’arrivo di creature sovrannaturali e di draghi. Il gioco racconta della lotta di Zero, una ex-prostituta senza nome posseduta da un fiore che la vuole sfruttare per distruggere l’umanità, e del drago Mikhail contro le cinque sorelle di Zero, nate quando lei provò a suicidarsi per salvare il mondo dal suo potere e venerate come divinità dopo che hanno fermato un lungo conflitto diventando le governatrici delle varie parti della Terra. Alla fine della storia (o meglio, di una delle possibili storie che costituiscono “Drakengard 3”) Zero riesce a uccidere le sue sorelle ma viene infine uccisa da un clone maschile della più potente delle cinque (One).

Da Drakengard 3 a Nier Automata – Drakengard

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“Drakengard” è ambientato un centinaio di anni dopo gli eventi di “Drakengard 3”. Midgard (cioè l’Europa in “Drakengard”) è protetta dalla magia del Sigillo (“Seal”), incarnato in una ragazza di nome Furiae, che evita che il mondo sia distrutto da “The Seeds of Destruction” (“I semi della distruzione”) e dagli Watchers; l’Union, di cui fanno parte il protagista Caim (fratello di Furiae) e il drago con cui ha stretto un patto (Angelus), combatte per difendere il Sigillo mentre l’Empire lotta per distruggerlo, guidato da un culto forse fondato dal clone di One. Quando, in una delle possibili ramificazioni della trama, Furiae muore e il Sigillo viene rotto Caim e Angelus si trovano a combattere gli Watchers e un gigantesco mostro con cui finiscono, attraverso un portale, nella Tokyo contemporanea, dove riescono a sconfiggere il nemico prima di essere abbattuti dai caccia dell’aviazione. Sì, questo è davvero uno dei possibili finali di “Drakengard”, ed è quello che ci interessa perché lo ricollega a “Nier”.

Da Drakengard 3 a Nier Automata – Nier

Di “Nier” esistono due diverse versioni, una per PlayStation 3 pensata per il mercato giapponese (“Nier: Replicant”) e una per Xbox 360 e PlayStation 3 pensata per il mercato occidentale (“Nier: Gestalt”, arrivata anche da noi). La diffrenza principale è che in “Nier: Replicant” il protagonista (Nier) è un ragazzino e la co-coprotagonista (Yonah) è sua sorella, mentre in “Nier: Gestalt” il protagonista è un uomo adulto e la co-protagonista (sempre Yonah) è sua figlia. Dopo l’arrivo di Caim e Angelus a Tokyo una malattia, chiamata “Black Scrawl”, si è diffusa sulla Terra a causa della magia portata dal mondo di “Drakengard” e gli abitanti hanno deciso di provare a sopravvivere al morbo separando le loro anime dai loro corpi, con l’idea di riunire corpi e anime quando la malattia sarebbe passata. I cloni sarabbero stati guidati, di generazione in generazione, da due ginoidi chiamate Devola e Popola. Dopo più di mille anni il mondo di “Nier” è ancora abitato solo da cloni, chiamati Replicant, che hanno sviluppato ormai una loro civiltà e vivono come persone reali senza sapere di essere stati ideati solo come involucri vuoti in attesa del ritorno al loro interno delle anime, chiamate Gestalt, grazie al potere dei due libri parlanti Grimoire Weiss e Grimoire Noir. Ma man mano che i Replicant acquistano indipendenza e coscienza le Gestalt impazziscono, e ora si muovono come creature sofferenti e a volte malvage per il mondo con il nome di Shade. Nier cerca la cura per sua figlia/sorella, ammalata di Black Scrawl, mentre il Nier originale, cioè la sua anima/Gestalt, desidera impadronirsi di Yonah per restituire un corpo al Gestalt di sua figlia/sorella. Nella sua missione Nier è aiutato da Kainé, una spadaccina intersessuale posseduta da una Shade, e Emil, una creatura scheletrica e levitante dotata del potere di pietrificare con lo sguardo e nata come arma militare. In uno dei possibili finali di “Nier Replicant” Nier, dopo essersi scontrato con il suo Gestalt per salvare Yohna, deve affrontare la Shade che possiede Kainé e accettare di scomparire dal mondo e dalla memoria di tutti per salvare la ragazza, che incontra poi nuovamente Emil e un giovane Nier, ricreato a partire dai ricordi conservati dal sistema che controlla i Replicant. La morte di Nier, che era in realtà la base genetica per l’intero progetto Gestalt, porta alla distruzione di tutte le anime separate dai corpi.

Come evidenziato da George “Super Bunnyhop” Weidman nel video che trovate qui sopra il pregio di “Nier” non è tanto la storia o il gameplay, appesantito da quest secondarie inutili, farming e da un mini-gioco di pesca che tutti ma dico tutti odiano, ma il modo in cui storia e gameplay interagiscono. Non è una interazione perfetta, ma “Nier” è uno dei primi tentativi di ragionare sui generi videoludici rovesciando le aspettative del giocatore, qualcosa che sarà poi il punto di forza di opere come “Spec Ops: The Line” (2012) e “UnderTale” (2015). Le Shade sono inizialmente presentate come mostri da sconfiggere, ma se gioco una seconda volta “Nier” posso sentirne le parole e scopro che quelle che ho davanti sono anime devastate, disperate nella ricerca di un corpo, disperate per la morte che Nier sta causando tra i loro amici. L’idea di Yoko Taro è che c’è qualcosa di perverso in giochi in cui i protagonisti sterminano centinaia di persone e di creature, che solo qualcosa di sbagliato possa motivare simili comportamenti. L’autore era all’epoca colpito dalle conseguenze dell’11 settembre, e voleva rappresentare con la sua opera la difficoltà di capire l’Altro, il nemico, e le sue ragioni.

Da Drakengard 3 a Nier Automata – Nier Automata

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“Nier: Automata” è ambientato in un lontano futuro rispetto a “Nier”: gli esseri umani (o meglio, i loro cloni Replicant) sono andati a vivere sulla Luna per sfuggire a un’invasione aliena svolta attraverso creature biomeccaniche che hanno conquistato la Terra. Ora l’umanità intende riconquistare il suo pianeta grazie a un esercito di androidi chiamati “YoRHa”, di cui fanno parte i protagonisti.

Da Drakengard 3 a Nier Automata – Al di là dei videogiochi

E questo è tutto quello che sono riuscito a capire sulla storia della serie “Drakengard”. Mancano in realtà molti pezzi in questo riassunto: il finale di “Drakengard 3” si collega a “Drakengard” solo grazie alla versione romanzata di “Drakengard 3” e l’invasione aliena e la fuga sulla Luna sono contenuti nel Drama CD (cioè una storia raccontata solo da tracce audio) che fa da ponte tra “Nier” e “Nier: Automata”, ma i video che ho aggiunto all’articolo dovrebbero permettervi di approfondire queste questioni, se ne siete incuriositi, e questa breve spiegazione dovrebbe almeno permettervi di orientarvi nel mondo del gioco.