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Zelda Breath of the Wild poteva chiamarsi Invasion e avere alieni e chitarre elettriche

Durante la Game Developers Conference 2017 di San Francisco Hidemaro Fujibayashi, Satoru Takizawa e Takuhiro Dohta di Nintendo hanno parlato del loro lavoro su “The Legend of Zelda: Breath of the Wild”, in uscita domani su Wii U e su Nintendo Switch (anch’esso in uscita domani), discutendo la creazione di questa nuova interpretazione di “The Legend of Zelda”, le sue iterazioni scartate e come è stato realizzato il suo primo prototipo, ragionato come l’originale “The Legend of Zelda” 2D per Nintendo Entertainment System.

Con “The Legend of Zelda: Breath of the Wild” Nintendo ha pensato di rompere le solite convenzioni della serie “The Legend of Zelda”. Nelle prime fasi di ideazione del gioco questo ha voluto dire tentare alcune strade piuttosto insolite, come delle versioni di Link in jeans, moto e chitarra elettrica, un gioco chiamato “Hyrule Wars – From The Legend of Zelda” (e parliamo di un’idea precedente alla realizzazione di “Hyrule Warriors” con Koei Tecmo) e persino un “The Legend of Zelda: Invasion” ambientato durante un’invasione aliena. In un’immagine compare anche un Link in tuta d’astronauta, e in compagnia di un Metroid, e non escludo che questa versione di Link sia legata proprio a “The Legend of Zelda: Invasion”.

Di “The Legend of Zelda: Invasion” è stato anche mostrato quello che sembra lo storyboard di una cutscene (lo vedete a destra nell’immagine in questo cinguettio della divisione americana di Nintendo), con uno strano medico e un Ganondorf abbigliato con una maglietta dei Metallica (!) che discutono davanti a un alieno pronto per essere sottoposto ad autopsia. Sul serio, a questo punto voglio vederlo realizzato questo “The Legend of Zelda: Invasion”: c’è Ganondorf con una maglietta dei Metallica e sta facendo l’autopsia di un alieno. Lo storyboard invece sembra disegnato da Zerocalcare.

Interessante comunque che “The Legend of Zelda. Breath of the Wild”, nato per liberarsi delle regole sinora stabilite da “The Legend of Zelda”, sia in realtà diventato tanto simile al “The Legend of Zelda” per NES, al punto che il suo primo prototipo, nato per sperimentare con gli elementi di gameplay, era ispirato proprio al primo episodio della serie ed era giocabile come se fosse un gioco 2D, anche se in realtà era già sviluppato in 3D, in modo che tutta l’attenzione fosse su meccaniche e game design. Il prototipo serviva comunque a tastare quella che è effettivamente la vera novità di “The Legend of Zelda: Breath of th Wild” rispetto ai precedenti capitoli: enigmi e puzzle ambientali basati sul motore fisico del gioco (una versione modificata dell’Havok) e quindi risolvibili in modi diversi.