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Hideo Kojima racconta la sua passione per il cinema al Tribeca Games Festival

Il Tribeca Film Festival si è arricchito nel 2017 con un festival parallelo dedicato ai videogiochi e al loro rapporto col cinema, il Tribeca Games Festival, realizzato in collaborazione con il purtroppo morente sito/rivista Kill Screen, uno delle più meritevoli fonti di critica videoludica al mondo. Uno degli ospiti è stato Hideo Kojima, creatore della serie di “Metal Gear Solid” per Konami (che gli è stata tolta e verrà trasformata in un videogioco survival co-op con zombi) e ora al lavoro su “Death Stranding” per PlayStation 4, e forse PC, con il suo nuovo studio Kojima Productions.

Durante l’incontro, Hideo Kojima ha discusso con Geoff Keighley (The Game Awards) affrontando argomenti che vanno dalla sua educazione cinematografica alle influenze dei film in “Metal Gear” all’avanzamento di “Death Stranding”. La parte che interessa Hideo Kojima inizia intorno al minuto 5:33 del video che trovate a questo link. Kojima ha sempre parlato volentieri del suo amore per il cinema, perché sono stati i film ad avvicinarlo alle storie, al raccontare, e i suoi videogiochi sono stati poi celebrati sia per il loro approccio spesso originale al gameplay sia per l’ispirazione cinematografica dei loro filmati. Kojima si avvicinò inizialmente al videogioco perché, all’epoca, era un modo economico per raccontare storie cinematografiche e ricche d’azione, ma prima che sulla trama egli scelse di concentrarsi sui personaggi e sulle loro motivazioni. “Volevo sapere perché Bowser rapisse la principessa Peach e perché Mario, questo idraulico, questo perfetto sconosciuto, volesse salvarla”.

L’educazione al cinema di Hideo Kojima iniziò sin dall’infanzia, perché i suoi genitori non lo lasciavano andare a dormire prima di aver visto un po’ di film ogni notte, e fin quando non potè guardare i film a casa andava al cinema diverse volte al giorno, guardando la stessa pellicola da diverse posizione per poterla valutare da angoli diversi. Il suo film preferito è “2001: Odissea nello spazio” ma, appena ne ebbe la possibilità, guardò “Taxi Driver” una volta al giorno, tutti i giorni, prima di andare a scuola e più tardi prima di andare a lavoro. La passione per Robert De Niro influenzò in seguito il personaggio di Solid Snake, dotato della bandana di Mike Vronsky, il personaggio di De Niro ne “Il cacciatore”.

Oggi, Kojima lavora a “Death Stranding” con attori come Norman Reedus e Mads Mikkelsen. “Quando porti in un progetto degli attori li scopri fare che cose che non immagini. Basta questo a rendere il progetto più grande, perché c’è qualcosa di speciale che sta accadendo sul palcoscenico”. Qualcosa, specifica Kojima, che non potrebbe essere ottenuto semplicemente con la computer grafica, dove tutto è perfetto, dove tutto è come egli vorrebbe, cioè dove niente ha questo elemento di sorpresa, di intuizione. “Death Stranding si sta muovendo su PlayStation 4 [letteralmente dice “sta girando su PlayStation 4”]. In generale, abbiamo la visione d’insieme per il progetto, c’è una trama” che però potrà natualmente essere modificato a seconda delle necessità dello sviluppo.

Per finire, Kojima ha parlato con interesse delle potenzialità di Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. “Una fotografia è sempre stato qualcosa inserito in una cornice. Un dipinto è sempre stato qualcosa inserito in una cornice. 130 anni fa i fratelli Lumière hanno creato il cinema e anche quello stava in una cornice. Anche un libro è una cornice. Sinora i mezzi di comunicazione riguardavano che tipo di informazioni riuscivi a infilare in una cornice. Ed è lo stesso per i giochi, che sono molto interattivi. In uno sparatutto in prima persona puoi muoverti intorno, ma tutto ancora è limitato a quali informazioni puoi infilare in una cornice. Ma quando si parla di Realtà Virtuale e Realtà Aumentata non hai cornice. È qualcosa di totalmente diverso. Parliamo di come puoi infilare queste informazioni in una tela totalmente diversa… e vale sia per i giochi sia per i video. Sono molto emozionato per questo.”